Reparto ancora chiuso: 400 atleti senza certificato

2 Giugno 2016

Medicina dello sport. Ambulatori inagibili dall’allagamento dello scorso 26 aprile In vista il trasloco in via Pesaro, ma Imbastaro (Coni) protesta: «Si faccia presto»

PESCARA. L’ultimo allagamento nella palazzina della Asl che ospita l’ufficio vaccinazioni, il dipartimento di prevenzione e Medicina dello Sport si è verificato lo scorso 26 aprile, dunque più di un mese fa.

Da quel momento se ambulatori e uffici presenti al primo e al secondo piano sono stati riaperti e risultano regolarmente in funzione, lo stesso discorso non vale per gli ambulatori di Medicina dello Sport che, dichiarati inagibili a causa delle pesanti infiltrazioni che hanno compromesso la struttura e gli impianti, sia idraulico che elettrico, hanno smesso l’attività proprio da quel 26 aprile. Data da cui sono rimasti in coda circa quattrocento atleti di società sportive di diverse discipline sportive che restano in attesa di sapere quando potranno eseguire la visita medica per l’ottenimento del certificato utile allo svolgimento dell’attività sportiva agonistica.

Il centro medico diretto da Evanio Marchesani, infatti, eseguiva circa 20-25 visite al giorno dal lunedì al venerdì. Molti sportivi continuano a chiamare per sapere quando sarà possibile effettuare le visite, ma al momento pare che nessuno sappia dare risposte in merito, visto che la Asl avrebbe deciso di traslocare Medicina dello sport in altri locali presenti in via Pesaro, ma questi non sarebbero ancora pronti dato che sarebbero prima da sgomberare. In ogni caso, una volta eseguito lo sgombero, sarà necessario altro tempo per consentire il trasferimento di apparecchiature, macchinari e strumenti di Medicina dello sport oltre al cablaggio di computer e linea telefonica e adsl e alla preparazione delle varie stanze.

Al momento sembra ancora lontana la riattivazione di Medicina dello sport e la coda degli atleti in attesa potrebbe crescere ancora, creando ulteriori disagi. In questo ultimo mese, i circa venti addetti tra medici, infermieri e specialisti di Medicina dello sport non hanno potuto lavorare. Piuttosto, hanno iniziato a preparare i macchinari per il trasferimento e a inscatolare tutto il materiale.

Preoccupato della situazione si dice anche Enzo Imbastaro, presidente del Coni: «Sapevo che Medicina dello sport fosse stata chiusa per un periodo, ma credevo che fosse stata già riaperta, non immaginavo che dopo un mese fosse ancora tutto fermo. Bisogna provvedere al più presto alla riattivazione delle visite, visto che si tratta del centro più importante per il rilascio dei certificati medici. Porterò sicuramente le istanze delle società sportive che hanno esigenze ben precise. Il problema è che senza il certificato medico», conclude Imbastaro, «per l'idoneità alla attività sportiva agonistica gli atleti tesserati delle società sportive non possono svolgere attività sportiva agonistica».

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