Resa dei conti in consiglio tra sindaco e opposizione

Convocate due sedute in appena 7 giorni: si annuncia uno scambio di accuse Imbarazzo in Forza Italia: il dipendente sospeso si era candidato con Masci
PESCARA. Due date segnate in rosso, il 26 giugno e poi il 3 luglio: sono i giorni della resa dei conti in consiglio comunale tra il centrodestra, schierato a difesa del sindaco Carlo Masci (Forza Italia), e l’opposizione con il Pd e il M5S che da 11 giorni ne chiedono le dimissioni. Due sedute in una settimana di tempo.
Mancano appena 4 giorni al primo consiglio dopo l’arresto dell’ormai ex dirigente ai Lavori pubblici Fabrizio Trisi, uomo di centrodestra, dell’imprenditore Vincenzo De Leonibus e dei due presunti spacciatori, Vincenzo Ciarelli e Pino Mauro Marcaurelio: l’inchiesta “Tana delle tigri” – corruzione, peculato, turbativa d’asta e spaccio di cocaina – sfocia adesso nei veleni della politica. La campagna elettorale, a un anno dalle elezioni comunali, è già agli inizi e la bufera giudiziaria potrebbe rimescolare le carte: il centrodestra teme di perdere consensi rispetto ai dati delle politiche 2022; Pd e M5S sperano di rialzare la testa.
Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Udc stanno con Masci, dato per ricandidato: «La lotta al malaffare è insita nel dna del centrodestra», dicono a una sola voce il senatore Etel Sigismondi (FdI), il deputato Nazario Pagano (FI), il sottosegretario Luigi D’Eramo della Lega, Enrico Di Giuseppantonio (Udc) e Paolo Tancredi (Noi con L’Italia), «e sono tanto inutili quanto vili i tentativi delle opposizioni di centrosinistra volti alla strumentalizzazione di quanto accaduto per attaccare il sindaco, la sua giunta e la sua maggioranza. Masci, da sempre fervente sostenitore nella sua vita politica, professionale e personale di valori quali legalità e onestà, ha avuto il merito di aver sconfitto e archiviato, con la sua elezione, una stagione politica nebulosa, a guida Pd». Una dichiarazione che dà la misura di quanto accadrà presto in aula: in consiglio voleranno gli stracci.
Ma in Forza Italia resta un velo di imbarazzo: l’architetto Trisi non ha mai nascosto la sua vicinanza al partito fino a pubblicare su Facebook le foto con le bandiere tricolori, dei viaggi in autobus per le manifestazioni politiche in piazza San Giovanni a Roma e della campagna elettorale di Masci; nell’indagine è coinvolto anche Lorenzo Sospiri, presidente del consiglio regionale e coordinatore provinciale di Forza Italia, per un presunto finanziamento illecito a causa di una cena organizzata proprio da Trisi in uno stabilimento balneare prima delle elezioni politiche del 2022; e poi c’è Gianluca Centorame, il dipendente comunale collaboratore di Trisi, che è stato sospeso dal servizio insieme a un collega con l’accusa di peculato a causa dell’uso personale dell’auto del Comune: nel 2019 Centorame si era candidato alle elezioni proprio con Forza Italia prendendo 105 voti, troppo pochi per essere eletto; si era candidato anche nel 2014, con la lista civica di centrodestra Pescara futura.
Nei due consigli comunali che verranno, sarà uno scambio di accuse: il Pd ha annunciato un’interrogazione sui lavori a rischio, ma il discorso scivolerà sul ruolo di Masci e sul rapporto di fiducia con Trisi. Prevedibile la replica del centrodestra che non vuole accettare «lezioni morali» dalla minoranza e Sigismondi, Pagano, D’Eramo, Di Giuseppantonio e Tancredi lo ribadiscono già: «Gli eredi di quella pagina politica», dicono riferendosi agli anni del centrosinistra in Comune, «pretendono di dare lezioni di legalità al centrodestra, quando la storia di Pescara racconta che meglio farebbero a trattare la questione morale con i rappresentanti del proprio partito». (p.l.)

