Resa dei conti nel centrodestra Moroni spara a zero su D’Amario

22 Ottobre 2021

Il candidato di 3 civiche, criticato per aver lasciato la coalizione, contesta la scelta di Roberto Angelucci «Il nome è stato imposto da Forza Italia e bocciato dalla città: risultato disastroso, ma se ne vantano»

FRANCAVILLA. Acque agitate nel centrodestra a Francavilla. Dopo la sconfitta della coalizione guidata da Roberto Angelucci, arrivata al ballottaggio, e una prima analisi dell’esito del voto da parte dei tre principali partiti del gruppo, Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia, prende posizione Franco Moroni, anche lui candidato a sindaco con tre liste civiche.
Moroni, in una nota, accusa i tre partiti di aver fatto la scelta sbagliata nel candidare Angelucci, riferendosi in particolar modo al coordinatore provinciale di Forza Italia Daniele D'Amario, ritenuto il principale artefice del disegno politico. «È incredibile che i responsabili di questa disfatta non abbiano neanche avuto il coraggio di responsabilizzarsi e dimettersi», scrive Moroni all'inizio del suo messaggio. Fu proprio lui, appare opportuno ricordarlo, a proporsi durante la scorsa primavera per guidare la coalizione prima di scegliere la via del civismo e, appena dopo il primo turno, anche in chiave ballottaggio ci aveva tenuto a far sapere che il suo cuore è a destra.
La sua analisi prosegue così: «È falso dire che con una scelta diversa da Angelucci sarebbe andata peggio», commenta Moroni rispondendo alle parole di D'Amario che anche all'indomani del risultato elettorale ha difeso le valutazioni di tutta la coalizione.
«Il profilo di Angelucci è stato imposto da D'Amario e bocciato in modo evidente dalla città. Questa è l'unica verità», puntualizza senza troppi giri di parole. «Da sempre la politica è sport di squadra e non individuale, ma questo insegnamento è sfuggito ai coordinatori di Forza Italia e Lega, che non solo hanno condotto al risultato sciagurato e se ne vantano ma, aggiungono, che rifarebbero le stesse scelte». Quindi insiste: «Ricordo che queste scelte hanno determinato la sistematica sconfitta del centrodestra negli ultimi 15 anni. Ho provato a far capire questi concetti al popolo moderato e di centrodestra, purtroppo senza l’esito che speravo. Ora il risultato disastroso è sotto gli occhi di tutti; in consiglio comunale non c'è nessuna vera prospettiva per il futuro, fatta eccezione per il giovane Pier Paolo Paolini, al quale va il mio consiglio di ragionare con la sua testa».
Quindi conclude con un auspicio: «Mi auguro che questo mio appello possa finalmente essere raccolto, così da far partire un vero percorso di rinnovamento di cui la città ha bisogno». Tirato in causa, l'assessore regionale D'Amario replica a Moroni, pur cercando di smorzare i toni, anche per non alimentare polemiche che in questo momento possono fare più male che bene. «Non voglio innescare un botta e risposta che non serve a nulla. Mi limito a far osservare che le accuse provengono da una persona che ha sempre preferito correre in solitaria, non candidandosi con il centrodestra né questa volta né alle comunali del 2016». Dello stesso tenore le parole di Giovanni Angelucci, coordinatore cittadino della Lega: «Rispetto le idee di tutti, così come il responso delle urne. L'invito che faccio a tutti quelli che si professano di destra è di guardare al futuro e non al passato, per ritrovarci sotto la stessa bandiera».
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