Residenti verso la protesta «Ci incateniamo ai cancelli»
Il comitato dei cittadini contro la riaccensione dello stabilimento di via Raiale «Non vogliamo più convivere con l’inquinamento». Il Pd preannuncia un corteo
PESCARA. «Ci incateneremo davanti ai cancelli». Di fronte all’ipotesi di un cementificio che ricominci a produrre, i cittadini residenti della zona alzano subito le barriere. Lo annuncia Mimmo Passeri, residente storico della zona, che di calcestruzzo non ne vuole più sapere. «Non si mettano in mente di riaprire il cementificio», dice Passeri. «Non vogliamo tornare ai tempi in cui», continua Passeri, «i tetti delle nostre case erano ricoperti da una coltre bianca, quando ancora non c’erano i depuratori».
«No pasdaran», sembrano dunque gridare i cittadini di Villa del Fuoco, che non ci stanno a tornare a convivere con l'inquinamento. «Qui c’è sempre stato un grosso problema con le polveri e di salubrità», continua Passeri, «poi la struttura non è neanche decentralizzata, ma è collocata nel centro urbano». «Che non venga in mente a nessuno di riattivare il cementificio», prosegue il cittadino, che è membro di un comitato denominato via Vicinale Torretta, «perché qui, altrimenti, alzeremo le barricate. Chi volesse fare questo, sappia che troverà un terreno impervio». «Noi siamo esasperati. Faremo tutto ciò che è necessario», fa poi notare Passeri, «affinché non tornino i camion sulle nostre strade».
Passeri si sofferma anche sul ruolo delle istituzioni: «La Regione e la Provincia avrebbero dovuto acquistare loro la struttura, per poi adibirla a servizi per i cittadini». A dare sostegno ai residenti della zona, anche la politica locale, attraverso il segretario cittadino del Partito democratico Moreno Di Pietrantonio, il quale non esclude delle risposte eclatanti, di fronte all’eventualità della riattivazione del cementificio. «Nel caso in cui si rendesse necessario, ma solo in quel caso», rimarca Di Pietrantonio, tra l’altro anch’egli residente nella zona, «organizzeremo una manifestazione di protesta. Noi, per il momento», continua il leader cittadino del Pd, «teniamo alta l’attenzione e la mobilitazione, affinché non ci sia neanche l’ipotesi della riaccensione dello stabilimento». «Le lancette del tempo non possono tornare indietro», rileva con una metafora Di Pietrantonio, «e quell’area dovrà essere destinata alla cultura e alla qualità della vita». «Per questo, lanceremo anche un concorso di idee per come far sviluppare la zona», fa sapere Di Pietrantonio. «L’aggiudicazione del cementificio», evidenzia il capo del Pd pescarese, «a una ditta partecipante alla gara non cambia di un millimetro la nostra contrarietà alla riapertura del cementificio. Ma noi crediamo che Comune, Regione e Provincia non rilasceranno le autorizzazioni per un’eventuale ripartenza della produzione di cemento». Un argomento, questo del cementificio, che potrebbe arrivare sul tavolo del presidente della Regione Luciano D'Alfonso, nel corso di un incontro già programmato tra il vertice regionale e alcuni comitati, mercoledì prossimo. Anche se l’appuntamento è stato fissato per discutere delle problematiche legate al Consorzio industriale.
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