Resta ai domiciliari con il braccialetto elettronico

Per ora resta agli arresti domiciliari nella sua casa di Chieti per motivi di salute, Vincenzo Gagliardi (nella foto), originario di contrada San Martino, condannato ieri pomeriggio a 30 anni, in...
Per ora resta agli arresti domiciliari nella sua casa di Chieti per motivi di salute, Vincenzo Gagliardi (nella foto), originario di contrada San Martino, condannato ieri pomeriggio a 30 anni, in primo grado, per l'omicidio dell'ingegnere informatico Carlo Pavone. Al dipendente delle Poste è stato applicato il braccialetto elettronico.
Ha accolto in silenzio, seduto e con lo sguardo rivolto al giudice, la lettura della sentenza. Il giudice di Pescara non gli ha riconosciuto alcuna attenuante e gli ha di fatto inflitto l’ergastolo, scivolato a trent’anni per lo sconto di pena previsto dal rito alternativo dell’abbreviato. Sul massimo della pena ha inciso l’aggravante della premeditazione. Soltanto in caso di confessione e di pentimento, la pena finale avrebbe potuto essere meno pesante. Il giudice avrà ora 90 giorni per depositare le motivazioni della sentenza.
Commossi, invece, alla lettura del verdetto, i familiari della vittima, i fratelli Rocco e Adele Pavone, che solo in un’occasione hanno incrociato lo sguardo dell'imputato.

