Restrizioni ai no vax «Sì, la misura è giusta» «No, limita la libertà»

10 Novembre 2021

I quattro principali sindaci hanno pareri discordanti Masci: «Si salvano vite». Biondi: «Vaccino obbligatorio»

Il nuovo aumento dei contagi in Italia e in tutta Europa, con picchi in Germania, spaventa sempre di più soprattutto nella prospettiva di una quarta ondata e di un nuovo lockdown. Ed ecco quindi affacciarsi all'orizzonte la possibilità di restrizioni più severe per i no vax anche in diverse regioni europee. A proporle in Abruzzo è il referente sanitario regionale per le emergenze, Alberto Albani che, sul Centro, ha avanzato la proposta di nuove regole per chi sceglie di non vaccinarsi. Una posizione che arriva anche alla luce di quanto sta avvenendo in altri Paesi, soprattutto europei, dove aumentano giorno dopo giorno le restrizioni anti Covid con misure dirette a tutte le persone che rifiutano volontariamente il vaccino. L'Austria, prima di tutti, ha dato già il via al primo lockdown nazionale per i no vax per quattro settimane.
MASCI (PESCARA)
«Io non voglio entrare in questioni medico-sanitarie», ha sottolineato il sindaco di Pescara, Carlo Masci, «ma, se secondo gli esperti, ci sono persone non vaccinate che rischiano di diffondere la pandemia sul territorio, allora sono d'accordo affinché vengano assunte delle precauzioni maggiori. Se provvedimenti maggiormente restrittivi per alcune persone possono contribuire a fermare l'espansione del virus, allora che vengano attuate. A Pescara la situazione è ancora sotto controllo, ma vedo che a livello regionale i dati mostrano un aumento di contagi. I miei concittadini hanno dimostrato grande senso di responsabilità, abbiamo vaccinato quasi tutta la popolazione e le persone hanno rispettato le regole. Nonostante ciò io ripeto spesso che il virus non è ancora sconfitto. Per questo non possiamo rischiare una nuova chiusura dei locali, delle attività commerciali, o un nuovo lockdown».
BIONDI (L'AQUILA)
«Già oggi chi non ha il Green pass non può fare molte attività», ricorda il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, «ma il punto non è questo. La verità è che siamo di fronte a una ipocrisia di Stato perché da un lato chiediamo maggiori restrizioni nei confronti di chi non è vaccinato allo scopo di costringerlo a vaccinarsi, ma dall'altro non abbiamo il coraggio di introdurre l'obbligo vaccinale. Io vorrei invece», aggiunge Biondi, «che i nostri figli fossero liberi di andare a scuola con serenità, che le persone potessero andare a teatro, nei cinema e ai concerti senza paura del Covid. Ma per garantire tutto questo, per tornare a una vita normale e derubricare il Covid a comune malattia come il raffreddore è necessario l'obbligo vaccinale per tutti, esclusi i bambini. Dico questo perché io sono un convinto vaccinista e credo che Albani spesso ecceda rispetto alle sue prerogative».
D’ALBERTO (TERAMO)
«I dati di questi giorni», afferma il sindaco di Teramo, Gianguido D'Alberto, «impongono senza dubbio un innalzamento della soglia di attenzione. Dobbiamo muoverci quindi per tenere alta la soglia del controllo sul territorio e favorire il senso di responsabilità dei cittadini. Dobbiamo andare verso la terza dose di massa e cominciare a programmarla senza tentennamenti. Per questo credo che è assolutamente necessario tornare a rendere efficienti le sedi e i luoghi dei vaccini, con una redistribuzione e una organizzazione più articolata e diffusa. Va bene la razionalizzazione della terza dose, ma senza ostacolare la prossimità dei luoghi. Riguardo alla questione no vax non posso che rifarmi alle parole che il presidente Sergio Mattarella». Dal Capo dello Stato ieri pomeriggio è arrivato infatti un duro attacco alle piazze no vax perché «hanno provocato un pericoloso aumento del contagio». «È intollerabile», ribadisce D'Alberto, «questa resistenza nei confronti del vaccino e quindi ben venga la messa in campo di tutti gli strumenti istituzionalmente disponibili per fermare il virus».
FERRARA (CHIETI)
Non è d'accordo a chiusure "nette" nei confronti di chi non vuole vaccinarsi il sindaco di Chieti, Diego Ferrara, medico di professione. «Sono molto favorevole ai vaccini», spiega, «e tuttora pratico vaccini a determinate categorie. Io stesso sono stato da poco sottoposto alla terza dose. E sono consapevole che grazie ai vaccini ci siamo salvati, i reparti di medicina sono liberi e anche le rianimazioni. Nonostante ciò sono per la massima libertà, laddove non annulli la libertà altrui». Ferrara auspica il dialogo: «Spero che si possano convincere queste persone, senza stigmatizzarle e condannarle».