Restrizioni alla pesca Ultimatum dalla marineria
PESCARA. Gli armatori di Pescara, Giulianova, Ortona e San Benedetto del Tronto si incontrano oggi in città per discutere dei problemi che in questo momento mettono in crisi la categoria, con...
PESCARA. Gli armatori di Pescara, Giulianova, Ortona e San Benedetto del Tronto si incontrano oggi in città per discutere dei problemi che in questo momento mettono in crisi la categoria, con particolare riferimento alle limitazioni delle aree di pesca, che non consentono di svolgere al meglio l’attività in mare.
A convocare l’incontro è stato Mimmo Grosso che ha fissato l’appuntamento alle 9 nella sede dell’Associazione armatori, nei pressi del mercato all’ingrosso, dove è atteso anche l’assessore regionale Dino Pepe. La marineria si rivolge proprio alla Regione, con la speranza che possa intervenire a livello governativo per modificare le aree di pesca, ampliandole e consentendo alle imbarcazioni di muoversi in una zona più ampia di quella attuale, che è pari a circa 510 miglia metri quadrati, cioè circa l’80 per cento in meno di quella potenziale. La conseguenza è che le imbarcazioni si trovano a pescare tutte le stesse specie e vengono meno diversi prodotti, a discapito di tutta la catena che si occupa del pesce, a partire dai commercianti. Oltre alle restrizioni imposte dall’Unione europea per la tutela di alcune specie ci sono, poi, quelle per le trivellazioni, come stabilito nell'ambito di un accordo tra il governo italiano con quello croato. Le imbarcazioni più piccole sono quelle che soffrono di più dovendo convivere a fianco a quelle più grandi e gli affari non vanno affatto bene.
Su questi temi è intervenuto il deputato abruzzese di Sel Gianni Melilla che ha presentato una interrogazione a risposta scritta al ministro delle Politiche Agricole, alimentari e forestali. Ricordando i «disagi» della marinerie e evidenziando che gli armatori sono pronti a «mobilitazioni anche clamorose», vale a dire l’occupazione dell’asse attrezzato, Melilla chiede al ministro «se non intenda convocare un tavolo nazionale con istituzioni e parti sociali per trovare una soluzione condivisa che non penalizzi armatori, pescatori, commercianti e ristoratori dell'Abruzzo».
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