«Restrizioni solo ai no vax»

9 Novembre 2021

Il primario Albani: «Così limitiamo i contagi». Un nuovo decesso nel Teramano

PESCARA. «Se l’Abruzzo dovesse tornare in zona gialla, sarebbe principalmente per colpa di chi non vuole vaccinarsi. Ecco perché sarei favorevole ad eventuali misure restrittive specifiche per chi non si vuole vaccinarsi». Parola di Alberto Albani, primario del pronto soccorso dell’ospedale di Pescara e referente regionale per le Emergenze-Urgenze. Al momento, come confermato dall’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, l’Abruzzo non rischia la zona gialla, ma il numero dei casi è in aumento e questo ha spinto diversi paesi europei (come l’Austria) ad attuare misure restrittive ad hoc per i no vax. «Purtroppo questo zoccolo duro di no vax finisce per provocare un danno a tutti, che diventerebbe anche economico in caso di nuove chiusure».
LA QUARTA ONDATA
Ieri sono stati registrati solo 19 nuovi positivi al Covid in Abruzzo (la più giovane una bambina di 2 anni residente in provincia dell’Aquila, la più anziana una 91enne sempre dell’Aquilano), numeri poco indicativi, come da abitudine nel fine settimana, dovuti al bassissimo numero di tamponi effettuati nelle ultime 24 ore: 906 molecolari, a cui ne vanno aggiunti 5388 antigenici. C’è stato anche un nuovo decesso, un 79enne di Sant’Egidio alla Vibrata, che porta il totale dei decessi per Covid, in Abruzzo, a 2566 dall’inizio della pandemia. «In questa fase, il Covid colpisce prevalentemente persone non vaccinate. Non credo che arriveremo a toccare i numeri dell’anno scorso», rassicura Albani, «e speriamo soprattutto di evitare una grossa pressione sugli ospedali che è il parametro più importante. Al momento questo non c’è, anche se noi arriviamo un paio di settimane dopo il nord Europa. Credo che il picco di questa nuova ondata possa arrivare tra 2-3 settimane».
LA SITUAZIONE NEGLI OSPEDALI
In leggero aumento il numero dei ricoverati in area medica: ora sono 73 (+5). Restano 7 invece quelli ricoverati in terapia intensiva, mentre gli altri 2274 (-51 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl. «Quelli in terapia intensiva sono tutti non vaccinati», spiega Albani, «e in generale, per quanto riguarda i ricoveri, parliamo di soggetti over 45. Per quanto riguarda i ricoveri ordinari in area medica, sono soprattutto non vaccinati, ma si distinguono in due gruppi: un gruppo ha altre patologie predominanti, mentre quei pochi ricoverati per Covid, che sono anche vaccinati, hanno comunque quadri tranquilli, perché la vaccinazione ha garantito una capacità di difesa maggiore da parte del loro organismo».
VACCINI
«Mi auguro che a breve partiranno le terze dosi agli under 50, perché purtroppo, soprattutto per i più fragili tra loro, dopo 6-8 mesi la risposta immunitaria, stimolata dal vaccino, si abbassa. Ma a breve credo che vaccineremo anche la fascia 5-12 anni: sarebbe molto importante garantire protezione anche ai più piccoli, perché rischiano di essere pericolosi vettori virali negli ambienti chiusi delle scuole». (d.b.)