Rete sanitaria territoriale Ora c’è l’ok del Governo

In evidenza il ruolo dei medici di base, dei pediatri e del sistema del volontariato L’assessore Verì: «L'assistenza sarà più rispondente alle esigenze dei cittadini»
Una sanità più vicina ai cittadini con il potenziamento dei servizi territoriali. È un piano di investimenti ambizioso, quello della Regione Abruzzo, che porterà all'incremento dell'assistenza domiciliare, dei servizi di contatto con i pazienti e le loro famiglie e all'implementazione della rete di emergenza e urgenza.
Il progetto, che ieri ha ricevuto l'autorizzazione del ministero della Salute e dell'Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), gode di un plafond di ben 90 milioni di euro. Fondi che serviranno a istituire i cosiddetti "territori per la salute": presìdi integrati ospedale-territorio che serviranno a incrementare la rete ospedaliera con quella territoriale. Un ruolo di primo piano, nell'ambito dell'iniziativa, sarà affidato ai medici di base, ai pediatri di libera scelta e al sistema del volontariato.
«In questo modo sarà possibile arrivare a un'assistenza sempre più rispondente alle esigenze del cittadino, accessibile e senza dispendio inutile di risorse», dichiara l'assessore alla Salute, Nicoletta Verì.
RETE INTEGRATA
Il documento, approvato dalla giunta regionale il 13 dicembre scorso, ha ottenuto anche il via libera del ministero della Salute e dell’Agenas. La Regione è una delle dieci in Italia ad aver ricevuto l'ok ministeriale. «Questo passaggio», spiega l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, «ci consentirà di entrare nella fase operativa della riorganizzazione dei servizi, secondo il modello delineato dal decreto ministeriale 77 utilizzando il finanziamento di circa 90 milioni di euro della component 1 della Missione 6 del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Una sfida ambiziosa, che comporterà una ridefinizione complessiva della sanità regionale per arrivare a quell’assistenza di prossimità che è il nostro obiettivo prioritario». Una riorganizzazione dei servizi sanitari che incrementerà l'offerta ai cittadini su tutto il territorio.
L'OK DEL MINISTERO
Nel documento del ministero della Salute si evidenziano «la completezza rispetto agli ambiti del decreto ministeriale 77, il rispetto degli standard previsti dallo stesso decreto, la coerenza delle azioni previste rispetto agli obiettivi e al cronoprogramma indicati nel Contratto istituzionale di sviluppo (Cis), sottoscritto tra Regione e ministero lo scorso maggio, nonché l'aderenza rispetto alle altre indicazioni di carattere nazionale e regionale, come l’accordo collettivo nazionale della medicina generale, i programmi operativi e i piani di fabbisogno del personale».
Per l'assessore Verì «è il riconoscimento del grande lavoro portato avanti».
«L'assistenza di prossimità è il nostro obiettivo prioritario per essere vicini ai cittadini abruzzesi e dare loro quelle risposte necessarie in tema di salute e cure sanitarie», ha detto il presidente della Regione, Marco Marsilio.
IL PIANO
Il piano dell’assistenza territoriale, oltre alla realizzazione delle case della comunità, degli ospedali di comunità e delle centrali operative territoriali, prevede, tra l’altro, anche la ridefinizione dei modelli organizzativi dell’assistenza primaria, dell’assistenza domiciliare, della salute degli anziani e delle donne, della salute mentale e delle dipendenze patologiche, dei disturbi alimentari, dell’assistenza carceraria. Viene introdotto anche il numero per l’emergenza territoriale 116117, che opererà in raccordo con il 118 e una serie di servizi di telemedicina che consentiranno di raggiungere anche i pazienti che vivono in aree decentrate, nelle quali svolgerà un ruolo di supporto anche la rete delle farmacie territoriali.
«In questi 4 anni», conclude la Verì, «abbiamo rimesso ordine e riallineato i principali strumenti di programmazione in sanità: i programmi operativi 2019-2021 e 2022-2024, il piano di prevenzione 2021-2025, l’aggiornamento delle reti e dei Percorsi diagnostici terapeutico assistenziali, il nuovo accordo di programma per l’edilizia sanitaria e ora la rete territoriale».
«Siamo in attesa del via libera alla rete ospedaliera», conclude l’assessore regionale alla Sanità, «sulla quale il confronto con il tavolo ministeriale è aperto da oltre un anno e mezzo. Credo che questi atti siano la migliore risposta a chi ci accusava di non aver adottato alcun documento di programmazione. Noi, invece, abbiamo lavorato in silenzio e abbiamo centrato tutti i risultati, nonostante l'emergenza pandemica».
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