Riabilitazione chiusa a Scafa, raccolta firme contro Asl e Regione

La petizione promossa per chiedere la sistemazione della piscina e dei locali del distretto sanitario
SCAFA. I cittadini di Scafa e gli utenti sanitari della media Val Pescara sottoscrivono una petizione con una raccolta di firme (almeno 130) per protestare contro la Regione e la direzione della Asl per la chiusura del servizio di riabilitazione che veniva erogato nei locali della palestra del locale distretto sanitario. Da novembre 2017 il servizio è stato chiuso dalla Asl con un avviso affisso sulla porta della palestra che informava gli assistiti della chiusura temporanea della palestra per consentire lavori di adeguamento strutturale, e che i servizi riabilitativi sarebbero stati spostati in parte al secondo piano dell'edificio e in parte a San Valentino. L'indignazione degli assistiti scaturisce dalla constatazione che, dopo sei mesi da quell'avviso, nessun lavoro è stato eseguito e nel Distretto si continua a vivere una situazione di estrema precarietà che non garantisce una agevole fruizione dei servizi, con notevoli difficoltà e disagio per gli utenti. «In buona sostanza», spiegano i referenti dell'iniziativa Antonio Di Domizio e Luigi Belfiglio «i lavori di adeguamento consisterebbero soprattutto nella realizzazione di una uscita di sicurezza nel piano adibito a palestra, lavori che dopo sei mesi non sono iniziati. Ci chiediamo il perché e vorremmo una risposta dai responsabili. Perché non si sono realizzati i lavori?», si legge nel documento che ipotizza anche possibili disegni di chiusura del distretto di Scafa. «Del resto i servizi non sono stati trasferiti a San Valentino», riprendono i promotori «la cui struttura non è assolutamente adeguata e provvista dei presidi di sicurezza necessari, né tantomeno delle attrezzature. Inoltre San Valentino, pur volendo erogare i servizi, non dispone di collegamenti pubblici idonei per consentire al gran numero di assistiti di raggiungere negli orari prescritti la struttura sanitaria. Inoltre», si legge nella petizione «neanche i locali del distretto a Scafa dove sono stati sistemati i servizi riabilitativi, quelli in precedenza adibiti a laboratorio analisi, sono adeguati, perché oltre ad altre carenze mancano di una delle condizioni di sicurezza relative alle vie di fuga, e non c'è scala di sicurezza antincendio essendo dislocati al secondo piano».
Gli assistiti concludono con la richiesta di intervento immediato per il miglioramento e la sicurezza del servizio. Sul caso interviene anche il sindaco di Scafa Maurizio Giancola, il quale riferisce come da alcuni mesi la problematica della perdita di alcuni servizi del locale Distretto sia stata discussa in sede regionale e in municipio con i consiglieri regionali Donato Di Matteo e Lorenzo Sospiri. «Successivamente», spiega il sindaco «ci fu assicurato che per la palestra i lavori sarebbero stati eseguiti a breve e che il servizio riabilitativo sarebbe tornato alla sua piena efficienza. Prendiamo atto della situazione di stallo. Ci muoveremo di conseguenza».

