Riapre al culto il santuario della Madonna dell’Elcina

ABBATEGGIO. La chiesa santuario della Madonna dell'Elcina di Abbateggio sarà finalmente riaperta al culto, dopodomani, 3 maggio, con una cerimonia che inizierà alle 17,30 e alla quale interverranno l'...
ABBATEGGIO. La chiesa santuario della Madonna dell'Elcina di Abbateggio sarà finalmente riaperta al culto, dopodomani, 3 maggio, con una cerimonia che inizierà alle 17,30 e alla quale interverranno l'arcivescovo di Chieti-Vasto Bruno Forte, il parroco don Giuseppe De Vivo, il prefetto Gerardina Basilicata, la cittadina onoraria già parlamentare Grazia Francescato, il senatore Luciano D'Alfonso, i sindaci dei centri del circondario, il Coro del Volto Santo di Manoppello.
Dopo oltre dieci anni di lavori di restauro e ristrutturazione, condotti sotto la stretta vigilanza della Soprintendenza ai beni architettonici e storici d'Abruzzo, l'antico monumento, risalente al XV secolo, potrà essere restituito alla devozione dei fedeli. «Fu proprio la Francescato nel 2007», ricorda il sindaco Antonio Di Marco «a farci avere un finanziamento dal Ministero dell'Economia di 200 mila euro, i cui lavori consentirono di mettere in sicurezza la chiesa con il rifacimento della copertura ed il consolidamento delle murature portanti. In tale occasione furono riportate alla luce anche le fosse comuni con i resti mortali dei nostri antenati sepolti fino al 1871».
Ci fu poi nel 2011 un aiuto da parte della Fondazione Pescarabruzzo, con Nicola Mattoscio presidente, con un contributo di 10mila euro, impiegato per il restauro della statua in terracotta tinteggiata della Vergine dell'Elcina, risalente al XVI secolo e nel 2009 con un contributo di 8mila euro per il recupero e restauro delle decorazioni interne alla chiesa.
La Regione Abruzzo, presieduta da Luciano D'Alfonso, nel 2017 aggiunse ancora la somma 150mila euro per realizzare le opere interne: pavimentazione, intonaci, decorazioni e tinteggiature, affreschi e decorazioni. Con il Masterplan arrivarono ulteriori 100 mila euro utilizzati per la messa in sicurezza del campanile.
Fondamentale fu anche il contributo dei cittadini, degli emigranti e delle associazioni "Anziani Jo Danese", "Compagnia dell'Abate" e "Alle Falde della Majella", che fecero molte donazioni, in particolare il lascito di 20mila euro della compianta Riziera Spadaccini. La chiesa fu costruita sul colle dell'Elcina dopo l'apparizione, a due pastorelli muti, della Vergine ai piedi di un albero con un quadro della stessa con in braccio Gesù, che poi parlarono e riferirono l'avvenimento. Il quadro fu portato nella chiesa di San Lorenzo, ma il giorno successivo lo si ritrovò sotto l'albero di leccio.

