Ricambio continuo di ragazze È il marketing della prostituzione
Per attirare sempre i clienti e mantenere alto il giro d’affari, i protettori fanno ruotare le squillo Arrivano da fuori regione, si spostano da una città all’altra dell’Abruzzo o tra i quartieri di Pescara
PESCARA. Si muovono all'interno dell'Abruzzo spostandosi da una località all'altra o arrivano qui da altre regioni. Lavorano in città per un po', e poi vanno via, verso altre destinazioni. Sono le pendolari del sesso, le prostitute mordi e fuggi, quelle che scelgono Pescara solo per periodi brevissimi, anche un paio di giorni, e poi si spostano altrove, in cerca di altri affari.
Alcune sono autonome, magari hanno solo la necessità di arrotondare il bilancio familiare, o comunque non hanno un protettore, mentre altre hanno alle spalle chi decide per loro e chi sceglie come farle migrare e in quale direzione.
Dietro i trasferimenti c'è una strategia ben precisa, legata essenzialmente al marketing.
L'arrivo in strada, sui marciapiedi, di nuove ragazze, diverse dalle "solite", vuol dire lanciare un'esca per attirare nuovi clienti, il che significa fare affari più sostanziosi, guadagnare di più, rilanciare l'attività.
E' un po' come nel commercio: le novità possono suscitare curiosità, dare impulso al mercato, e lo stesso vale in questo settore.
Se poi c'è crisi la rotazione di prostitute trova una giustificazione in più perché ovviamente si preferisce "aggredire" le zone dove ci sono maggiori, almeno potenzialmente, possibilità di lavoro, e le aree costiere sono da sempre quelle più fiorenti.
Anche all'interno della stessa città le ragazze girano, non restano mai nelle stesse zone, e il principio è sempre lo stesso, cioè la necessità di invogliare gli uomini a fermarsi per provare la novità, a caricare le squillo, a investire su queste donne.
Se nel periodo estivo l'arrivo di ragazze è giustificato dal maggior numero di presenze in città e quindi da un bacino di clienti più consistente, d'inverno le prostitute scelgono Pescara perché ci sono appartamenti vuoti dove appoggiarsi e lavorare.
Fenomeni, questi, che la squadra mobile di Piefrancesco Muriana ha registrato nelle ultime indagini che hanno portato la polizia a smantellare diverse di bande dedite al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione, tutte con profitti da capogiro e con un giro di squillo non indifferente.
Certo, le regole del gioco possono cambiare se le ragazze si prostituiscono in strada o se, invece, l'attività avviene all'interno degli appartamenti o se, ancora, si tratta di giovani impegnate nei locali.
E un discorso a parte, poi, potrebbe essere quello delle cosiddette accompagnatrici, ma i gruppi di sfruttatori monitorati nel tempo dalla Mobile non si differenziano molto l'uno dall'altro su un punto: per tutti si tratta di un affare, un grosso affare dal punto di vista della redditività, considerato che quello del sesso è un mercato da milioni di euro. E quindi chi lavora in questo campo pensa, programma e gestisce per massimizzare il profitto e il pendolarismo rientra tra le azioni di marketing che consentono di far lievitare gli incassi, oltre a rendere più difficile la vita agli investigatori che, di volta in volta, devono comporre un quadro diverso e seguire gli spostamenti delle ragazze.
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