«Ricarica la carta e spedisco subito la merce»

1 Giugno 2018

Intercettando gli indagati la polizia ha ricostruito le strategie usate per imbrogliare le vittime

PESCARA. Le intercettazioni tra gli indagati ma anche quelle tra gli indagati e le vittime delle truffe aiutano a ricostruire le mosse dei venditori fasulli. Pur non avendo la disponibilità della merce in vendita, i truffatori si mostravano ben informati e aperti alla trattativa. Intendono chiudere l’affare ma in alcuni casi sono loro stessi a scaricare i clienti più rognosi.
«Pronto? I cerchi in lega dell’Audi?», dice uno degli intercettati, ascoltato di nascosto dalla polizia postale. «Ce l’ho ancora» e poi aggiunge «sono originali, made in Germany», per rendere credibile l’affare.
Altro prodotto, altra truffa. «Il prezzo era 400 €, 100 € a cerchio, sono originali, tenuti benissimo praticamente nuovi». Nell’affare erano comprese «gomme al 90% estive, quindi utilizzabili ancora. Anche perché», dice per mettere fretta all’acquirente, «ho altre persone interessate». «Vediamo chi le prende prima, come vogliamo fare. Tu riesci a venire da me o te li posso spedire?», si sente dire in altri stralci di conversazione durante le trattative. Se qualcuno dei potenziali clienti chiedeva un incontro, la scusa era subito pronta. «A metà strada mi rimane difficile, è meglio che ti faccio la spedizione che non costa tanto, 30 €», spiega uno dei truffatori. «Con 430 € li hai a casa, per il pagamento puoi farmi anche una ricarica postepay che mi arriva immediatamente». Per incassare subito il denaro, il finto commerciante invita l’acquirente a stringere i tempi e a fare la ricarica «anche oggi, così ti spedisco subito» la merce e «entro 48 ore ti arriva». Sempre parlando di soldi uno dice: «Il pagamento tu me lo fai dopo che io ti invio la ricevuta di spedizione naturalmente».
Qualcuno cerca di premunirsi, vuole evitare problemi e chiede di pagare al ricevimento della merce. Ma la risposta è: «Contrassegno non posso perché poi dovrei aspettare 15-20 giorni per avere i soldi», si giustifica un venditore. E poi, tirando in ballo la fiducia tra le parti: «Siccome ho altre persone interessate, non mi conviene. Anche io devo fidarmi di te». «Perché se io spedisco e tu non mi invii i soldi...dobbiamo fidarci entrambi», dice pur sapendo che si sta prendendo gioco del suo interlocutore, lo deve solo convincere a pagare. L’abilità nel mentire ha consentito al gruppo di guadagnare 210mila euro senza fatica. E questa somma era destinata a lievitare, se non fosse intervenuta la Polpost. (f.bu.)
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