Ricatti e bullismo in rete: gli studenti a lezione dagli esperti della polizia

18 Dicembre 2021

In piazza della Repubblica la campagna itinerante “Una vita da social” Il questore e la dirigente della Polpost: rischi e insidie sul web, attenti

PESCARA. Minorenni che, senza saperlo, si ritrovano sui social con filmati o foto intime con il proprio fidanzatino, il cosidetto revenge porn; ragazzine e ragazzini adescati sulla rete, ma anche liberi professionisti o studenti universitari raggiunti da richieste di amicizie sui social da avvenenti ragazze, spesso straniere: prima qualche messaggio per prendere confidenza, poi l’invio di video in cui si denudano e quindi, dopo un po’, la richiesta all’interlocutore prescelto di fare altrettanto. E infine il ricatto: o pagano con un bonifico da due-tremila euro o quelle immagini saranno divulgate ai loro contatti. Tutte situazione che negli ultimi tempi, stando alla polizia postale, si sono registrate anche nel Pescarese dove, in linea con quelli che sono i dati nazionali, gran parte dei reati che si consumano sulla rete, complice il lockdown, hanno subìto un incremento. Delle insidie del web, ieri mattina, gli specialisti della polizia postale abruzzese, con la dirigente Elisabetta Narciso, hanno parlato agli studenti delle superiori. Lezioni di 40 minuti, ricche di esempi pratici su ciò a cui si può andare incontro, nell’ambito della campagna itinerante “Una vita da social”.
Un tir, il truck, dotato delle più moderne tecnologie, ha accolto dalle 8.30 alle 13, in piazza della Repubblica, ragazzi e insegnanti delle prime e seconde classi dell’istituto Acerbo, del classico D’Annunzio e dello scientifico Da Vinci.
A parlare agli studenti dei pericoli della rete, insieme alla dirigente Narciso, anche il questore Luigi Liguori. «Pensate prima di postare e fare clik», è stato l’accorato appello della dirigente della polizia postale, «attenti a quello che fate con i social. Bisogna che i ragazzi capiscano», ha aggiunto Narciso, «che Internet è un ambito reale con rischi e conseguenze reali». «Sul web», ha fatto presente il questore, «sembra che tutto sia permesso. Dietro al video ci si sente protetti, non c'è consapevolezza dei pericoli. Il Revenge porn, ad esempio, è una piaga con conseguenze che possono essere gravissime. Così come il bullismo e il cyberbullismo, su cui di recente mi sono pervenute richieste di ammonimenti. Situazioni affrontate e rientrate, per fortuna, avviando dei percorsi anche con l'aiuto della scuola».