Ricercato “tradito” dalle nozze della sorella
PESCARA . Non ha resistito al richiamo della famiglia: il matrimonio della sorella è stato fatale a un 36enne originario di Catania, in partenza dall’aeroporto di Pescara per Hahn-Francoforte, che...
PESCARA . Non ha resistito al richiamo della famiglia: il matrimonio della sorella è stato fatale a un 36enne originario di Catania, in partenza dall’aeroporto di Pescara per Hahn-Francoforte, che ora dovrà fare i conti con la giustizia per reati commessi tra il 2005 e il 2013, anno dal quale mancava dall’Italia. Motivo del rientro è stata la cerimonia nuziale che nello scorso fine settimana si è svolta a Lanciano. Il 36enne, residente a Francoforte, aveva programmato una visita lampo per riabbracciare i parenti arrivati dalla Sicilia in Abruzzo e fare i migliori auguri agli sposi.
Il viaggio si prestava alla “toccata e fuga” in apparenza senza rischi: l’aeroporto di Hahn dista circa 120 chilometri da Francoforte; il volo della Ryanair per Pescara, che dura circa un’ora e 50 minuti, è tra i più economici, e se ci sono offerte particolari può costare addirittura meno di 10 euro; il viaggio dal capoluogo adriatico a Lanciano poi prende meno di un’ora. Sfortuna ha però voluto che su di lui si posassero gli occhi degli agenti della polizia di frontiera coordinati da Dino Petitti, che controllano a campione i passeggeri che si muovono all’interno dell’area Shenghen. Il 36enne è stato così “pescato dal mazzo” lunedì mattina, quando era pronto a rientrare a Francoforte, dove risiede da 13 anni. Ma era almeno dal 2013 che non rientrava in Italia, perché destinatario di un rintraccio per la notifica di una misura della prevenzione speciale emessa nel 2016 dal tribunale di Catania, per furto, rapina, truffa ai danni dell’Inps, tentata estorsione. I due operatori del servizio di vigilanza aeroportuale gli hanno chiesto i documenti mentre aspettava nel corridoio dell’aerostazione, e dal terminale è spuntato fuori il provvedimento del tribunale di Catania. Per il giovane, oltre alla misura della sorveglianza speciale, è stata data esecuzione anche all’ordinanza del questore di Catania: gli sono stati ritirati tutti i documenti validi per l’espatrio, e non potrà più lasciare il territorio nazionale nonostante che sia iscritto all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire). Ma poteva andargli peggio: se l’avessero controllato all’arrivo, non avrebbe potuto neanche partecipare al matrimonio della sorella.
Andrea Rapino

