Ricorso al Tar contro la fine del Pronto soccorso

7 Ottobre 2016

POPOLI. Il Consiglio comunale decide all'unanimità il ricorso al Tar per l'annullamento delle delibere regionali 55 e 79 attinenti al Piano sanitario e alla riorganizzazione della rete ospedaliera,...

POPOLI. Il Consiglio comunale decide all'unanimità il ricorso al Tar per l'annullamento delle delibere regionali 55 e 79 attinenti al Piano sanitario e alla riorganizzazione della rete ospedaliera, nonché della delibera del manager della Asl Armando Mancini con cui si dava attuazione alle stesse due delibere della Regione. Quest'ultima, di carattere operativo, sopprime di fatto il Pronto soccorso sancendo la fine della struttura sanitaria come ospedale, negando la possibilità di intervenire sulle urgenze, e trasformandola in Stabilimento sanitario adibito alla riabilitazione.

La delibera della Asl peraltro non avrebbe tempi certi per essere attuata pienamente e nei modi previsti. «Nonostante questo», spiega il capogruppo di opposizione Mario Lattanzio, «già si iniziano a vedere cambiamenti sostanziali, come nel reparto di nefrologia dove le ore per la dialisi sono state concentrate solo nella mattinata dei giorni di martedì, giovedì e sabato, eliminando il pomeriggio e riducendo il personale. Una cosa grave per chi, da tempo in dialisi si vede costretto a cambiare orari ed abitudini». In consiglio, alle delibere proposte dalla maggioranza sono stati apportati, anche con il gruppo di Guerino Di Virgilio e dunque all’unanimità, emendamenti ed è stato chiesto di rendere edotti della deliberazione anche rappresentanti del governo. Inserita dalle opposizioni la richiesta al governatore Luciano D'Alfonso di sospensione degli effetti della 55 e 79 per tutto il tempo, almeno altri 7/8 anni, di validità del cratere sismico. E' stato giudicato di estrema gravità eliminare la struttura come ospedale di base in un territorio devastato dal terremoto. E' stato altresì richiesto e approvato l'invio della delibera al premier Matteo Renzi, al ministro della Salute Beatrice Lorenzin e al capo della Protezione civile Curcio, «affinché si possa valutare», riprende Lattanzio, «da un osservatorio qualificato la situazione sanitaria in cui la Regione Abruzzo ha deciso di relegare le popolazioni dell'alta Val Pescara».

Walter Teti

©RIPRODUZIONE RISERVATA