Ricorso al Tar sul voto Gli sconfitti: è giusto Masci: sono tranquillo

In attesa dell’udienza del 13 settembre sulle presunte irregolarità i tre candidati sconfitti sperano e ribadiscono: «Verifica necessaria»
PESCARA . Sarà il Tar a decidere di annullare o correggere l'esito delle ultime elezioni comunali dell'8 e 9 giugno scorsi, vinte da Carlo Masci al primo turno grazie ai 584 voti che gli hanno permesso di scavallare il 50%. Il ricorso è stato presentato da una candidata non eletta della lista di Carlo Costantini e da una cittadina. Il 13 settembre è attesa la prima udienza del Tar. Dal ricorso emergerebbero potenziali irregolarità. Ad esempio che “in otto sezioni non sarebbero state indicate le schede autenticate, in 27 non sarebbero state indicate le schede autenticate non utilizzate, in 47 si riscontrerebbero difformità tra schede autenticate, utilizzate ed avanzate, in 29 non sarebbero presenti indicazioni di schede consegnate e avanzate non utilizzate”. «Il controllo formale dell'ufficio centrale conferma il disastro nei suoi verbali», dice Carlo Costantini, che ha perso la possibilità di andare al ballottaggio. «Non mi è piaciuto l'intervento di Sospiri: un uomo delle istituzioni avrebbe dovuto accettare i controlli del Tar senza intimidire le ricorrenti con minacce di lite temeraria. Sospiri è stato mistificatorio rispetto ai compiti dell’ufficio centrale, che non ha nessuna possibilità di accedere alle schede e quindi si limita ad un controllo solo formale. Ora sarà il tribunale amministrativo a stabilire se ed in che misura le violazioni abbiano influito sulla genuinità del voto. Spero che la destra che ci governa ovunque vorrà lasciare ai cittadini almeno il diritto e la libertà di rivolgersi alle autorità competenti per verificare se le irregolarità oggettive delle operazioni di voto possano avere inquinato il risultato elettorale».
Domenico Pettinari ha studiato le carte del ricorso: «Se dovesse risultare tutto vero io sarei il più penalizzato in assoluto», dice il candidato dell’omonima lista civica, «Considerate che il voto disgiunto al primo turno consente al candidato sindaco di vincere o perdere, quindi io uscirei rafforzato dall’accertamento di alcune irregolarità. Il ricorso è scritto molto bene, leggendolo ho trovato ulteriore conferma di quanto voto disgiunto ci sia stato sulla mia persona. L’esito? Lo stabilirà la magistratura competente. Ci auguriamo possa essere accolto».
Gianluca Fusilli, candidato della lista Stati uniti d’Europa: «La competenza dei presidenti di seggio è declinata a un livello inaccettabile. Mi è stato riferito di cose inenarrabili ai seggi: voti dati due volte, altri annullati senza criterio. Una verifica puntuale serve. I tempi della giustizia, però, sono lunghi, temo che la procedura scelta non sia compatibile con questa legislatura, che potrebbe durare solo 30 mesi».
Il sindaco Carlo Masci attende l’esito del ricorso: «Sono tranquillissimo, i pescaresi si sono espressi chiaramente, la vittoria con 11mila voti di differenza parla chiaro. Dispiace constatare che c'è sempre una parte politica che non accetta le sconfitte elettorali e tenta tutte le strade per sovvertire l'esito delle elezioni democratiche. È capitato di perdere anche a me, e per poco, ma non mi è mai passato per la testa di mettere in discussione il voto. Continuo a lavorare intensamente per la città».

