Ricostruzione sisma 2016: aperti oltre 500 cantieri

Nell’ultimo anno raddoppiati i progetti approvati ed i contributi liquidati
L’AQUILA. Dopo anni di stallo, la ricostruzione post-sisma nel Cratere 2016/2017 ha imboccato un deciso cambio di marcia. Nel 2020, in Abruzzo, i progetti approvati e i contributi liquidati dall’Ufficio speciale della Regione sono più che raddoppiati rispetto al 2019, portando il totale dei cantieri aperti a oltre 500. Questo per quel che concerne la ricostruzione privata, perché quella pubblica è ancora indietro.
IL RESOCONTO. A illustrare i dettagli sono stati, in una conferenza stampa tenutasi ieri all’Aquila a palazzo Silone, il direttore dell’Ufficio speciale della ricostruzione, Vincenzo Rivera, e il presidente della Regione Marco Marsilio. Presenti all’incontro anche gli assessori regionali Guido Liris e Pietro Quaresimale, il sottosegretario alla presidenza Umberto D’Annuntiis e la presidente dell’Ater Teramo, Maria Ceci.
I NUMERI. Prima di esaminare nel dettaglio i numeri, bisogna ricordare quali sono le condizioni di partenza, ovvero l’entità dei danni riportati dall’Abruzzo per quanto riguarda le abitazioni private a seguito dei terremoti del 2016 e 2017. Su 80.346 edifici privati danneggiati in tutto il Cratere, che comprende, com’è noto, anche Lazio, Marche e Umbria, quelli situati in Abruzzo sono 12.941, il 16% del totale (6.382 con danni lievi e 6.559 con danni pesanti).
Nel 2020, l’Ufficio speciale ha approvato 332 progetti, più del doppio di quelli istruiti nel 2019, quando erano stati 164. In termini percentuali, un aumento del 200%, che conferma e rafforza un trend in crescita, visto che già nel 2019 i numeri, rispetto al 2018, erano più che triplicati. Grazie a questi risultati, l’Abruzzo ha colmato gran parte del gap che lo separava dalle regioni confinanti. Se si guarda al solo dato annuale, ha spiegato Rivera, la performance è stata anzi migliore di quelle di Lazio e Umbria (le Marche fanno categoria a sé perché hanno oltre la metà del totale degli edifici privati danneggiati in tutto il Cratere).
Nel 2020, infatti, il Lazio ha approvato il 55% di progetti in più rispetto all’anno precedente mentre l‘Umbria, la regione che era partita per prima e meglio di tutte, si è attestata sul 48%. «Tutto ciò», ha sottolineato Rivera, «è stato possibile nonostante la minore dotazione di risorse umane, strumentali e finanziarie cui è costretto l’Abruzzo, destinatario solo del 10% delle risorse stanziate per tutto il Cratere a fronte del 17,3% che invece le spetterebbe sulla base del numero complessivo di richieste di contributo presentate fino ad oggi». Le domande di ricostruzione pervenute all’Ufficio speciale sono, complessivamente, 3.436. Delle 2.526 già dichiarate istruibili, 1.706 sono in lavorazione. Le restanti 910 sono ancora “sub iudice” perché, essendo state presentate tramite una procedura semplificata introdotta da una recente ordinanza, necessitano di alcune integrazioni ma saranno chiuse entro il 31 gennaio.
CANTIERI E MILIONI. Tradotte in denaro, tutte queste cifre parlano di 25 milioni di euro di importi liquidati nell’anno che si è appena chiuso, che portano il totale dei contributi già erogati a 45 milioni, su 84 complessivamente concessi. I cantieri attualmente attivi sono 548.
SEMPLIFICAZIONI E PERSONALE. Alla base dell’accelerazione registrata, ha spiegato Rivera, ci sono stati due fattori. Uno è la nuova normativa contenuta nei decreti governativi e nelle ordinanze commissariali, che ha snellito di molto le procedure, sciogliendo anche alcuni nodi irrisolti come le pratiche relative agli edifici del cosiddetto “doppio Cratere” (vale a dire gli edifici danneggiati sia dal terremoto del 2009 che da quello del 2016). L’altro è rappresentato dal rafforzamento dell’organico dell’Ufficio speciale: nel 2020 i dipendenti sono passati da 24 a 77, anche se 5 sono andati via proprio negli ultimi giorni dicembre. Non a caso è a partire da ottobre, quando i nuovi assunti hanno preso servizio, che il numero di progetti approvati è schizzato verso l’alto.
RICOSTRUZIONE PUBBLICA. Se la ricostruzione privata ormai è partita, quella pubblica segna ancora il passo. I ritardi, in questo caso, dipendono anche dal fatto che l’Ufficio speciale regionale non è il soggetto attuatore degli interventi, ruolo che invece è stato assegnato agli enti proprietari dei beni danneggiati, come Comuni e Province. Comunque, ad oggi ci sono 368 opere pubbliche già ammesse a finanziamento, per un totale di 277 milioni di euro (ma solo in 18 casi i lavori sono già stati conclusi). Rimangono ancora 255 edifici - per un totale di 225 milioni di euro - per i quali i contributi non sono ancora stati concessi.
ATER. Nella ricostruzione pubblica rientrano anche le case dell’Ater Teramo che, ha detto Marsilio, «è riuscita a portare a termine gran parte dell’attività progettuale propedeutica alle gare e alle aperture dei cantieri. Già adesso siamo in grado di preventivare l’apertura, entro il mese di marzo, di diversi cantieri in diverse località della provincia di Teramo e nel secondo semestre un numero tra i 20 e i 25 cantieri di cui circa la metà a Teramo città. Si tratta di investimenti tra i 25 e i 30 milioni di euro che diverranno appalti e lavori nel corso dell’anno 2021».

