«Ricoveri impropri fuori regione»

Mobilità passiva, Mascitelli spiega i dati pubblicati dal Centro
PESCARA . «Il report 2016 sulla mobilità sanitaria passiva extra-regionale, pubblicato di recente dalla Agenzia sanitaria regionale, ha suscitato un indubbio interesse, ma è necessaria, per assumerlo come strumento di programmazione, una completa interpretazione dei dati e una lettura integrata di tutte le informazioni disponibili». Lo afferma il direttore dell’Agenzia sanitaria abruzzese, Alfonso Mascitelli, in relazione al servizio pubblicato lunedì dal Centro sulla mobilità sanitaria passiva. «Lo studio», spiega, «ha riguardato i ricoveri effettuati fuori regione dai residenti in Abruzzo (mobilità passiva) e il numero di ricoveri in Abruzzo effettuati dai cittadini non residenti (mobilità attiva) relativo a due sole annualità: il 2016 e il 2015. Restando a questo paramento quantitativo e temporale, è un dato oggettivo che aumentano i pazienti che decidono di venirsi a curare in Abruzzo (indice di attrattività), mentre diminuiscono in valori assoluti il numero dei nostri residenti che decidono di curarsi fuori regione.
Sono molti, per Mascitelli, sono i fattori che possono condizionare una mobilità passiva. «Il primo elemento», spiega, «è l’analisi incrociata dei primi 30 Drg (le diagnosi con le quali i pazienti vengono dimessi), il tasso di ospedalizzazione dei Comuni maggiormente interessati al fenomeno della mobilità passiva, la percentuale di inappropriatezza dei ricoveri effettuati fuori regione, che raggiunge una percentuale consistente del 25% sul totale dei ricoveri extra-regionali, la complessità dei casi, valutati secondo le indicazioni ministeriali. Tutti fattori», aggiunge il direttore Mascitelli, «che indicano che nel fenomeno della mobilità passiva che interessa l’Abruzzo risulta prevalente la componente della mobilità di confine tra aree geografiche limitrofe e della mobilità programmata, piuttosto che la componente della mobilità per mancanza o scarsità di offerta. A riprova di quanto sopra, analizzando un numero maggiore di anni, siamo passati da 39.700 abruzzesi che nel 2013 andavano a curarsi fuori regione a un graduale miglioramento con un valore di 36.000 abruzzesi del 2016, pari a una riduzione del 9% dei ricoveri fuori regione. Il secondo elemento interessante è il saldo in termini economici tra mobilità passiva e attiva analizzato su un arco temporale più ampio. Il saldo pur restando negativo, registra un consistente miglioramento mettendo a confronto il 2013 con il 2016, passando infatti da circa 51.307.000 del passato a circa 49.862.000 dell’ultima annualità disponibile, dimostrando anche in questo caso un trend in lieve, ma costante decremento». (a.bag.)

