«Ridammi le rose regalate o ti distruggo»: a processo

19 Settembre 2023

PESCARA. Adesso lo stalker “delle rose” dovrà difendersi in dibattimento davanti al giudice monocratico. Un romano di 63 anni, P.Z., finito sotto inchiesta per atti persecutori nei confronti di una...

PESCARA. Adesso lo stalker “delle rose” dovrà difendersi in dibattimento davanti al giudice monocratico. Un romano di 63 anni, P.Z., finito sotto inchiesta per atti persecutori nei confronti di una donna di 50 anni conosciuta su facebook, il prossimo 14 dicembre dovrà sedere sul banco degli imputati dopo il rinvio a giudizio disposto dal gup Francesco Marino. Una storia come le tante che ogni giorno passano sotto la lente del Gruppo anti violenza del tribunale di Pescara.
La conoscenza, come spesso accade, nasce sui social. Lei, appena uscita da una relazione amorosa tormentata, conosce quest’uomo che si mostra molto disponibile a un rapporto di amicizia, tanto che si presenta come un “counselor”: un esperto di rapporti di amicizia. E così i due si scambiano le proprie esperienze. È però dopo il secondo incontro, quando lei lo invita a cena per sdebitarsi dell’aiuto che le aveva fornito per risolvere un piccolo problema casalingo, che ha inizio la spirale infernale.
Dopo cena c’è qualche effusione, ma niente di più. E quando lui le riferisce di aver patito di crisi depressive, la donna avverte un certo disagio: comincia a vedere diversamente alcuni atteggiamenti e decide di non rivederlo. Ma proprio questa decisione scatena lo stalker che inizia a sommergere la donna di messaggi: all’inizio per tentare di farla recedere dalle sue intenzioni, poi usando toni sempre più aggressivi. Messaggi anche vocali, pieni di insulti, in cui arriva a minacciarla di ricorre alle vie legali se lei non gli avesse restituito 4 vasetti di rose che le aveva portato in omaggio a cena. E vuole indietro anche 25 euro di una ricarica telefonica. Minacce del tipo: “ti porto in tribunale e ti faccio il decreto ingiuntivo per 25 euro, attivo il pignoramento sulla tua casa e ti faccio cacare sotto, piccola testa di ca....”. «La intimidiva», si legge nell’imputazione stilata dal pm Benedetta Salvatore, «altresì con frasi del seguente tenore: “ti meriterai una serie di scherzetti e di esperimenti”. Condotte tali da ingenerare nella vittima un permanente stato di ansia e di timore per la propria incolumità e da costringerla a modificare le proprie abitudini di vita». Tanto è vero che la parte offesa è costretta a lasciare la sua casa, in un piccolo centro del Pescarese, per stare da un’amica, anche perché si era resa conto che era sparita una copia delle chiavi di casa. Tra i messaggi, l’imputato le invia uno screenshot di una polizza a suo nome, con lei beneficiaria in caso di morte, cercando di persuaderla. La parte offesa contatta anche l’avvocato di cui le aveva parlato l’uomo, per farlo intercedere. Ma il legale le risponde di aver chiuso i rapporti con il cliente, che gli aveva chiesto di predisporre un decreto ingiuntivo per i vasetti di rose e i 25 euro. E la donna blocca i contatti su Whatsapp e su Telegram e si rivolge al Centro anti violenza. (m.cir.)