Riello, al via la cassa integrazione Corsi formativi per i lavoratori

L’ammortizzatore sociale scatterà lunedì, ma l’accordo non è stato sottoscritto dalla Fiom Cgil Tersigni: «Non condividiamo il percorso intrapreso perché manca l’impegno a reindustrializzare»
PESCARA. Scatterà lunedì la cassa integrazione straordinaria per 12 mesi per i lavoratori della Riello di Cepagatti, che a settembre ha annunciato 71 licenziamenti e 19 trasferimenti. Due giorni fa, si è tenuto un tavolo tra azienda, Confindustria, rappresentanze sindacali di Fiom Cgil e Uilm, Regione Abruzzo e ministeri del Lavoro e dello Sviluppo Economico, da cui è scaturito un accordo, che la Fiom Cgil non ha sottoscritto. Per il sindacato, l’intesa non contiene alcun impegno per la reindustrializzazione del sito.
«Prevede», spiega Mirco Rota, dirigente nazionale della Fiom, «una cassa integrazione che farà riferimento alle politiche attive, quindi con corsi di formazione, senza contemplare ciò che per noi è fondamentale ossia la reindustrializzazione per la quale tutti i soggetti, a partire dall'azienda, dovrebbero impegnarsi. Ma l'azienda non si assume l'onore di portarla avanti. Piuttosto c'è un atteggiamento di presa in giro nei confronti soprattutto del territorio perché si continua a parlare di reindustrializzazione, ma poi non viene fatto nulla. Quando abbiamo chiesto di mettere per iscritto nell'accordo questo impegno, non abbiamo ricevuto risposta a riprova che tale disponibilità non c'è. Viene millantata una reindustrializzazione, ma di fatto ciò che interessa è licenziare».
Al termine della riunione (in call conference), la Fiom Cgil ha fatto inserire una nota, dichiarando testualmente di «non sottoscrivere il verbale, ritenendo che la cassa integrazione per cessazione di attività debba prioritariamente fondarsi sulla reindustrializzazione del sito oltre che su politiche attive».
«In realtà», spiega Alessandra Tersigni, segretario regionale del sindacato, «dobbiamo dire che i due ministeri hanno mostrato apertura, di fronte alla nostra proposta, chiedendo nel caso di rinviare l'incontro e cercare di trovare una quadra. Ma la Riello e Confindustria sono andate dritte per la loro strada, facendo l'accordo di cassa integrazione con le politiche attive. Sono previsti corsi di formazione, a cui non crediamo perché non vincolano nessuno al reimpiego dei lavoratori. Abbiamo detto chiaramente che, non essendoci un impegno alla reindustrializzazione, non condividiamo il percorso intrapreso».
«I ministeri», aggiunge Rota, «hanno chiesto un rinvio. Ma c'è fretta da parte dell'azienda di licenziare. Dopo il tavolo, è stata mandata alle rappresentanze sindacali la procedura di mobilità. A breve, quindi, potrebbe esserci un nuovo incontro».
La Cgil aveva chiesto ai vertici dell’azienda, presenti al tavolo del ministero dello Sviluppo Economico di inizio novembre, di rivedere e modificare parte dell’accordo votato il 27 ottobre proprio perché, a suo dire, non c'era alcuna garanzia per la reindustrializzazione del sito di Cepagatti.
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