Riello, domani la protesta si sposta a Pescara

14 Settembre 2021

Cepagatti. Presidio dei lavoratori durante l’incontro in Regione per evitare la chiusura dell’azienda

CEPAGATTI. La protesta dei dipendenti della Riello di Cepagatti si sposterà domani alle 12 sotto al palazzo della Regione di via Passolanciano. Il presidio attivato la scorsa settimana negli spazi vicini alla sede di Villanova si trasferirà per un giorno nel capoluogo adriatico per far sentire la voce dei lavoratori e dei sindacati, contrari alla chiusura annunciata nelle scorse settimane.
Lo stop all’attività porterà al licenziamento di 71 lavoratori e al trasferimento di altri 19, dopo che il gruppo Carrier aveva già fatto sapere, all’inizio di agosto, di voler fare a meno di 49 lavoratori in somministrazione.
Proprio per domani, alle 12.30, l’assessore regionale alle Politiche del Lavoro, Pietro Quaresimale, ha convocato i sindacati, le Rsu dello stabilimento di Cepagatti, la direzione del gruppo Riello e il sindaco di Cepagatti, Gino Cantò, che nei giorni scorsi è sceso in strada insieme al suo vice, Annalisa Palozzo, e all’assessore Camillo Sborgia per sostenere il personale in servizio in questa battaglia per il mantenimento del posto di lavoro.
«In occasione dell’incontro in Regione», dice Alessandra Tersigni, segretario della Fiom, «ribadiremo la nostra contrarietà alla decisione di chiudere lo stabilimento e chiederemo alla Riello di tornare sui propri passi. Ci aspettiamo di essere tutti compatti, da questo punto di vista», dice la sindacalista, che conta di vedere al proprio fianco anche la Regione e il ministero. Poi, una volta concluso l’incontro «terremo un’assemblea sotto al palazzo della Regione».
Per Tersigni non ci sono i presupposti per abbandonare Villanova. «Ci sono i numeri per rimanere, perché qui il costo del lavoro non è più altro che altrove. E questo sito fattura più altri. Insomma non crediamo affatto che la Riello farebbe uno sforzo, a rimanere a Cepagatti» e la produzione dell’ultimo periodo è una delle testimonianze di un andamento decisamente positivo. I sindacati, ma anche la Regione, puntano a coinvolgere il ministero per lo Sviluppo economico, in questa vertenza. L’appello ad aprire un tavolo ministeriale è partito già da più parti – e cioè maggioranza in Regione, opposizione e anche sindacati – e si ora attende una convocazione a Roma, a giorni, per aprire quanto prima un tavolo di confronto anche lì, sempre con l’obiettivo di creare un varco affinché si riveda tutto.
La notizia della chiusura è arrivata come un fulmine a ciel sereno, nelle scorse settimane, e la mobilitazione è stata immediata. Prima uno sciopero, poi il presidio davanti alla sede: sindacati, Rsu e lavoratori non ci stanno proprio. E possono contare sull’appoggio di molti.