Riello, un altro sciopero contro i 71 licenziamenti

7 Ottobre 2021

I lavoratori di Villanova saranno domani in Veneto per protestare con i colleghi  I sindacati: «Vertenza assurda, non dettata da problemi economici o produttivi»

PESCARA. I lavoratori della Riello di Villanova di Cepagatti si fermano di nuovo. Dopo gli scioperi delle scorse settimane c’è un altro stop alla produzione, come annunciano le segreterie provinciali di Fiom e Uilm e la Rsu delle due sigle. Domani il personale dell’azienda destinata a chiudere, come annunciato dal gruppo Carrier, incroceranno le braccia per tutto il giorno per raggiungere i colleghi di Legnago, in provincia di Verona, anche loro in sciopero, per realizzare un presidio davanti allo stabilimento veneto, dalle 9 alle 12 del mattino. E non sarà l’unica astensione dal lavoro del gruppo perché anche negli altri stabilimenti, a Morbegno e Volpagno, gli addetti della Riello si fermeranno in segno di protesta.
«L’obiettivo», dicono i rappresentanti dei lavoratori Alessandra Tersigni (Fiom) e Riccardo Nunziato (Uilm), «è di far comprendere alla multinazionale il valore della produzione di quel sito e il rispetto della tanta proclamata responsabilità sociale verso la comunità e il territorio». Per Fiom e Uilm «la vertenza di arricchisce», con questo ulteriore passaggio in Veneto, «della solidarietà di altre lavoratrici e lavoratori che ritengono questa vertenza assurda e non certamente dettata da necessità economiche né da carenze produttive». A Villanova di Cepagatti, infatti, la notizia della chiusura, con 71 licenziamenti e 19 trasferimenti a Legnago e Lecco, è arrivata in maniera assolutamente inaspettata perché non è affatto un momento di crisi, tanto più che le caldaie sono uno dei prodotti coperti dagli incentivi. Sindacati, Rsu e lavoratori hanno subito messo in campo una serie di iniziative di protesta, dall’inizio di settembre, per far sentire forte la propria voce, manifestando a più riprese. E hanno chiesto il sostegno delle istituzioni, dalla Regione al Governo, per chiedere di aprire un tavolo ministeriale. L’assessore regionale al Lavoro Pietro Quaresimale ha incontrato l’azienda, per sollecitare un ripensamento rispetto alla chiusura, offrendo «condizioni più vantaggiose della delocalizzazione in Polonia», che è l’obiettivo del gruppo Carrier, «ma l’azienda le ha respinte sottovalutando le potenzialità dello stabilimento stesso», fanno notare i sindacati. Nei prossimi giorni la prossima riunione in Confindustria: la prima si è conclusa senza trovare un punto di incontro.