Rifiuti, a Città Sant’Angelo arriva il porta a porta

La rivoluzione della differenziata partirà tra 7 mesi: la Linda farà 12 assunzioni L’assessore Di Giacomo: abbasseremo la Tari. L’opposizione: sarà un fallimento
SANT’ANGELO. Tra ottobre e novembre prossimi, a Città Sant’Angelo, partirà il servizio di raccolta differenziata porta a porta. Lo annuncia l’amministrazione Florindi che ha approvato una modifica allo statuto della Linda spa necessaria all’assunzione del nuovo incarico. Nel consiglio comunale di giovedì scorso, tra le polemiche dell’opposizione, è stato approvato anche il nuovo piano industriale della Linda costato 29 mila euro di consulenze.
«Grazie alle modifiche allo statuto», dice l’assessore Pd al Bilancio e alle Partecipate Denia Di Giacomo, «la Linda si è trasformata in una società in regime di house providing con i requisiti del controllo analogoche le permetteranno di assumere l’incarico del servizio di differenziata domiciliare. È un momento di grande soddisfazione, noi crediamo molto nelle capacità gestionali e organizzative della Linda: la riteniamo una fondamentale risorsa per la comunità, un fiore all’occhiello, a differenza della minoranza del gruppo Responsabilità Comune che, al contrario, vorrebbe vederla sciolta e non la reputa altezza del servizio».
Il piano prevede l’attivazione del porta a porta su tutto il territorio di Città Sant’Angelo e, assicura l’assessore, «sarà preceduto da una intensa campagna di comunicazione e sensibilizzazione rivolta a tutta la cittadinanza».
L’opposizione, però, prevede un fallimento e attacca: «L’assessore», dicono i consiglieri Matteo Perazzetti, Lucia Travaglini, Maurizio Valloreo e Roberto Ruggieri, «ha annunciato aumento della Tari con l’avvio del porta a porta e l’utilizzo di interinali fino all’espletamento del concorso per le assunzioni ma non sa quando ci sarà il concorso. Comunisti Italiani e Pd hanno avallato l’uso degli interinali che noi, invece, contestiamo». Di Giacomo replica: «Non ho annunciato alcun aumento della Tari, anzi, con l’incremento della differenziata e l’uso di mastelli con microchip la Tari si potrebbe abbassare. Le assunzioni? Dureranno solo fino al concorso».
Per l’opposizione, «il piano industriale della Linda è a dir poco fantasioso e prevede un incremento della differenziata che dovrebbe passare in un anno dal 15,52% (ultimo dato 2014) al 65% nel 2017, questo per rendere sostenibile il passaggio dal sistema di raccolta stradale a quello domiciliare, che porterebbe a un oneroso esborso economico per la stessa società, che dovrà acquistare e noleggiare, per effettuare il porta a porta, nuovi macchinari e incrementare il personale. Su quest’ultimo punto, è inaccettabile che sul piano industriale si faccia riferimento all’assunzione di 12 nuove unità con contratti interinali, anziché con bando pubblico come hanno fatto ultimamente altre società vedi Attiva e soprattutto per scongiurare un vecchio modo di fare politica. Assumere attraverso un’agenzia interinale», dice la minoranza, «costa all’ente sicuramente di più, proprio in ragione della intermediazione dell’agenzia. Già nel maggio 2014, la Linda ha concluso con un accordo una causa intentata da lavoratori interinali poi assunti tempo indeterminato, con una transazione non scevra da dubbi e perplessità costata alla Linda 50 mila euro di sole spese legali».
Per l’opposizione, la Linda deve cessare: «Chiediamo l’affidamento del servizio ad una società esterna con appalto pubblico, senza rischiare sorprese per le casse dell’ente e il riassorbimento delle unità lavorative già presenti nella Linda». (p.l.)

