Rifiuti, stop all’appalto da 18 milioni

Il Comune risolve il contratto con la Tradeco. Il sindaco: troppe inadempienze, siamo stati costretti. Tra 6 mesi si cambia
MONTESILVANO. Il Comune blocca l’appalto dei rifiuti da 18 milioni di euro con quasi tre anni di anticipo: è stato risolto il contratto tra il Comune e la Tradeco, l’impresa pugliese che nel 2014 aveva vinto l’appalto dei rifiuti per 5 anni. È l’atto finale di una lite che si trascina da quasi un anno e che gira intorno a tre capisaldi: il ritardo nel pagamento degli stipendi ai 36 lavoratori fino all’ultimo sciopero dell’8 febbraio scorso; la raccolta differenziata che resta troppo bassa (poco più del 20 % a fronte di un programmato 65); le campagne di sensibilizzazione fatte a tempo ormai scaduto. In questo periodo, sono state 10 le multe che il Comune ha fatto alla Tradeco: quasi 90 mila euro di sanzioni per «inadempienze contrattuali» che hanno portato a un punto di non ritorno. All’impresa, dice l’atto d’accusa del Comune firmato dal dirigente Gianfranco Niccolò, «non viene contestato “quanto fatto” ma “quanto non fatto” nell’arco temporale che va dalla prima comunicazione di inadempienza contrattuale del 29 aprile 2015 alla data dell’avvio del procedimento del 28 dicembre». Adesso, la Tradeco resterà a Montesilvano per i prossimi 6 mesi. In questo tempo di transizione, l’amministrazione Maragno dovrà decidere cosa fare: ce la farà?
Arriva Attiva? Di certo c’è che intorno ai rifiuti di Montesilvano, una massa di indifferenziato che vale una montagna di soldi, c’è interesse. E tanto. Per ora, è soltanto un’ipotesi, ma Attiva, la società pubblica dei rifiuti di Pescara, alle prese con il caso dei precari senza più lavoro, potrebbe ampliare le sue attività. Come? I Comuni di Montesilvano e Pescara potrebbero arrivare a un accordo di programma per gestire insieme i rifiuti. E non sarebbe solo un primo passo verso la città metropolitana: sarebbe anche un modo per salvare i precari (e togliere dal pantano l’amministrazione di Pescara) con la spazzatura di Montesilvano. E in questo senso potrebbe essere letta anche una recente presa di posizione del Pd locale che ha auspicato una fusione di servizi con Pescara, a partire dai rifiuti.
Ambiente spa in attesa. Un altro scenario tira in ballo Ambiente spa, il consorzio dei Comuni pescaresi con sede a Spoltore: Ambiente detiene quote dell’azienda pubblico-privata Ecologica srl e potrebbe avanzare una sua candidatura a Montesilvano. Niente è certo, anche perché la Regione è ancora in ritardo per la costituzione dell’Agir, un’autorità che dovrebbe gestire il ciclo dei rifiuti in Abruzzo, una sorta di collettore di appalti a servizio dei Comuni.
Maragno: troppe carenze. «Una decisione drastica», afferma il sindaco Francesco Maragno, «ma necessaria e improcrastinabile. Abbiamo tentato ogni iniziativa affinché la Tradeco svolgesse il servizio in maniera adeguata, pagando puntualmente l’azienda all’emissione delle fatture, ma tutti i nostri sforzi sono stati vani e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. La gestione del servizio della raccolta dei rifiuti ha presentato notevoli carenze. Nonostante le ripetute sanzioni, abbiamo purtroppo constatato che nulla è stato fatto. Siamo stati costretti».
Cilli: nessuno stop. «Per i prossimi 6 mesi, al massimo», dice l’assessore Paolo Cilli, «la Tradeco proseguirà nella gestione del servizio di raccolta. Vogliamo tranquillizzare i cittadini sul fatto che il servizio sarà sempre garantito e i dipendenti circa il futuro dei loro posti di lavoro. Questa amministrazione è vicina alle loro esigenze. In questo arco temporale provvederemo ad affidare, secondo trasparenza e legalità, il servizio a una nuova ditta, individuando condizioni contrattuali più adeguate».
Ruggero accusa. «Il dirigente è stato costretto dal sindaco alla firma di un atto che tra 6 mesi metterà in ginocchio l’intera città», dicono i consiglieri Lino Ruggero e Paolo Rossi dell’opposizione, «in piena stagione estiva Montesilvano si ritroverà senza un servizio di raccolta rifiuti e farà concorrenza alla Terra dei fuochi. Maragno probabilmente si è già messo d’accordo con Attiva senza preoccuparsi di creare una situazione di precariato anche alla Tradeco. E la Tradeco avvierà un contenzioso che costerà cifre da capogiro al Comune».
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