Rifondazione: chi ha causato il disastro è nella giunta regionale

4 Marzo 2015

«Come mai il presidente della Regione entra a gamba tesa proprio su questa vicenda scavalcando l’assessora alle Politiche sociali?». Così Corrado Di Sante, segretario provinciale di Rifondazione...

«Come mai il presidente della Regione entra a gamba tesa proprio su questa vicenda scavalcando l’assessora alle Politiche sociali?». Così Corrado Di Sante, segretario provinciale di Rifondazione comunista, sulla lettera di Luciano D’Alfonso ai dipendenti della Majella e Morrone. «Come al solito l’uso delle istituzioni da parte di D’Alfonso è piuttosto disinvolto», dice Di Sante, «infatti il presidente scrive direttamente ai dipendenti per un incontro e dimentica l’assessore competente Marinella Sclocco che non è nemmeno citata nella lettera. Non è compito nostro ovviamente la tutela degli assessori regionali del Pd ma non possiamo non segnalare l’eccentrica iniziativa». Secondo Rifondazione, «sono note le frizioni all’interno della giunta regionale, visto che i protagonisti della vicenda Majella e Morrone oggi siedono proprio in giunta. È una situazione paradossale: mentre da molti mesi i dipendenti non percepiscono lo stipendio e l’azienda ha una grave situazione debitoria, chi ha diretto la stessa azienda si trova a doverne decidere le sorti. Infatti in giunta siede Donato Di Matteo che, durante i 5 anni seguiti alla sua esclusione dalle liste regionali, è stato nominato direttore della società». Rifondazione spinge per la messa in liquidazione dell’azienda e, il 21 febbraio scorso, ha annunciato che presenterà una segnalazione alla Corte dei conti per invitarla a controllare i bilanci dell’ente. «Abbiamo l’impressione che si continuino ad alimentare aspettative nel mantenere in vita l’azienda Majella e Morrone per non far luce sulle ragioni che hanno determinato l’accumulo dei debiti e il blocco degli stipendi. Nel frattempo continua a essere davvero assordante il silenzio della conferenza dei sindaci dell’ambito sociale 35, l’unico soggetto titolato a decidere in che modo, ovvero tramite quale soggetto, dovranno essere gestiti i servizi sociali della zona». (p.l.)