Riforma fiscale, si cambia: le aliquote scendono da 4 a 3 Ecco chi ci guadagna di più

C’è l’ok del Consiglio dei ministri: la nuova disposizione sarà operativa dal 2024 Per le imprese che investono e assumono è prevista una riduzione dell’Ires
Una riforma fiscale all'insegna "dell'equità orizzontale". Non più quattro, ma tre aliquote Irpef e risparmi da 60 a 700 euro per i redditi più bassi. Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge di delega al Governo per la riforma fiscale: nel testo si parla di "un sistema ad imposta unica", preparando il campo alla flat tax. La nuova tassazione dovrebbe esordire dal 2024. La legge delega prevede anche l’equiparazione della No tax area per i lavoratori dipendenti, fino a 8.174 euro, e per i pensionati, fino a 8.500 euro. Per le imprese che investono e assumono è prevista una riduzione dell’attuale aliquota Ires. Il provvedimento dispone anche una graduale eliminazione dell’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive. I redditi che guadagneranno di più dalla nuova tassazione sono quelli tra i 15mila e i 28mila euro.
LE SIMULAZIONI
Nella legge delega figurano anche l’Iva azzerata per i beni di prima necessità, lo stop alle comunicazioni fiscali nei mesi di agosto e dicembre oltre a sanzioni penali attenuate per i contribuenti che si sono trovati impossibilitati a pagare e per le imprese che collaborano. Due simulazioni basate sui dati dei Consulenti del Lavoro e della Cgia di Mestre spiegano l’effetto sugli stipendi dei nuovi scaglioni. Entrambe prevedono tre aliquote: la prima è al 23% per chi guadagna fino a 15 mila euro, al 28% per chi guadagna fino a 50 mila euro, al 43% per chi guadagna oltre 50 mila euro. Nella seconda possibilità presa in considerazione, l’aliquota è al 23% per chi guadagna fino a 28 mila euro, al 33% per chi guadagna fino a 50 mila euro, al 43% oltre i 50 mila euro. In base a questa divisione la variazione rispetto al sistema attuale prevede: nella prima simulazione 90 euro in più di tasse per chi guadagna fino a 15 mila euro, 150 euro in più di tasse per chi guadagna fino a 20 mila euro, 100 euro in meno per chi guadagna fino a 35 mila euro l’anno, 1.100 euro in meno per chi guadagna 50 mila euro. Nel secondo caso, sono previsti 60 euro in meno di tasse annue per chi guadagna 15mila euro, 100 euro in meno di tasse per chi guadagna fino a 20 mila euro, 400 euro in meno per chi guadagna 35 mila euro, 700 euro in meno per chi ne guadagna 50 mila.
I RISPARMI ANNUALI
Per raggiungere l’obiettivo serviranno due anni. L’obiettivo, a regime, è arrivare a una flat tax per tutti. Intanto sarà applicata quella "incrementale" per i dipendenti, che usufruiranno di un’aliquota ridotta sui redditi aggiuntivi rispetto all’anno precedente. Arriva anche l’equiparazione della No tax area tra dipendenti e pensionati. Con l’istituzione del concordato preventivo biennale e il rafforzamento dell’adempimento collaborativo cambiano anche le regole della lotta all’evasione fiscale che, nelle intenzioni del Mef, diventa preventiva e non più repressiva.
REDDITI DA 15 a 28MILA EURO
La legge delega prevede anche un nuovo sistema fiscale per Comuni e Province, attraverso un riordino dei tributi locali e la semplificazione degli adempimenti. Tra le ipotesi tecniche sul tavolo c’è quella che accorpa i primi due scaglioni, estendendo fino a 28 mila euro di reddito lordo annuo l’aliquota del 23%. Che invece, oggi, si ferma a 15 mila euro per alzarsi al 25% sui redditi superiori. Il vantaggio diretto immediato andrebbe ai redditi fra 15mila e 28mila euro, che oggi occupano il secondo scaglione. Scendendo nel primo scaglione, l’imposta verrebbe tagliata di due punti. Come sempre accade quando si interviene sulla curva dell’imposta sui redditi, l’effetto si estenderebbe anche alle fasce più alte.
FASCIA PIU' BASSA
I redditi più bassi già oggi hanno l’imposta azzerata o quasi, a seconda dei guadagni effettivi. Per loro la novità più rilevante è la volontà del Governo di allineare a 8.500 euro la No tax area, ovvero la fascia di reddito non soggetta al pagamento delle tasse, di dipendenti e pensionati. In questo caso, la fascia senza imposte si alzerebbe di 500 euro per i pensionati. Il Governo vuole anche rimettere mano a tutto il sistema sanzionatorio tributario: sulle sanzioni penali si userà un occhio di riguardo per chi si trova impossibilitato a pagare il tributo, per fatti e accadimenti a lui non imputabili. Nella valutazione della rilevanza penale del fatto si terrà conto anche dei casi in cui siano stati raggiunti accordi in sede amministrativa e giudiziaria. Saranno alleggerite, inoltre, le sanzioni penali connesse al reato di dichiarazione infedele per le imprese che aderiscono alla cooperative compliance e che hanno tenuto comportamenti non dolosi e lo comunicano tempestivamente al Fisco. Ci sarà un’ulteriore riduzione delle sanzioni amministrative, che può arrivare fino all’integrale non applicazione della sanzione stessa, per i rischi di natura fiscale comunicati preventivamente in modo tempestivo ed esauriente.
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