Rifugiati, Montesilvano la più accogliente

Sì del ministero al progetto del Comune per l’attivazione del sistema di protezione, il più finanziato (2,5 milioni) d’Italia
MONTESILVANO. Lo Sprar si farà. Il Ministero dell’Interno ha dato il proprio disco verde al progetto presentato dal Comune di Montesilvano per l’attivazione del Sistema di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati che prevede la chiusura dei due Cas (Centri di accoglienza straordinaria) Ariminum ed Excelsior. La proposta progettuale - elaborata dall’Ente in collaborazione con l’Azienda Speciale e con le associazioni Caritas, Arci Pescara, Polis e Cooperativa Sociale Ausiliatrice – è tra gli 88 progetti che hanno ottenuto il via libera (su 97 istanze presentate) dal governo centrale. Ma c’è di più.
Lo Sprar di Montesilvano si è classificato al primo posto a livello nazionale in termini di dotazione finanziaria e numero di persone accolte, con un finanziamento statale di 2 milioni e 490 mila euro circa per 161 immigrati, e al quarto posto per la qualità della proposta. Ad annunciare il cambio di rotta nella gestione degli immigrati in città sono stati ieri mattina il sindaco Francesco Maragno, il suo vice Ottavio De Martinis e i responsabili dell’Azienda Speciale, il direttore Eros Donatelli e il commissario straordinario Luca Cirone. «A partire dal primo agosto saremo pronti per questo nuovo sistema di accoglienza», ha spiegato Donatelli, «anche se i tempi di attivazione potrebbero slittare a settembre. Il progetto prevede l’ospitalità di 161 persone, tra uomini, donne e bambini, che saranno distribuiti sull’intero territorio. Nel frattempo si procederà alla riduzione degli arrivi nei Cas, fino alla loro definitiva chiusura». Già da qualche mese, proprio in funzione dell’ipotesi Sprar, il numero degli immigrati è sceso da una media di circa 350 persone agli attuali 200 circa. Tra le novità dello Sprar, oltre al limite massimo di ospiti, c’è anche l’apertura alle donne e ai bambini e il coinvolgimento dei migranti in lavori socialmente utili e attività varie gestite dalle associazioni, che saranno obbligatorie.
Quanto ai luoghi coinvolti, per il momento la lista definitiva degli immobili non è stata diffusa perché resta ancora aperto il bando per l’individuazione di altre strutture. L’amministrazione ha confermato, tuttavia, l’utilizzo dell’ex stabilimento Artigianluce di Santa Filomena – che ospiterà anche una mensa dei poveri e un emporio solidale – che accoglierà meno di 40 uomini contro i 60 previsti in origine. Così come passano da 30 a 16/19 le donne e i bambini accolti nella palazzina di via Napoli. Mamme e figli potrebbero arrivare anche in una traversa della via Vestina (che non è stata specificata), mentre 27 uomini dovrebbero essere accolti in un edificio isolato di Montesilvano Colle.
Tra le strutture che hanno partecipato al bando anche un immobile in via Dante e uno in viale Abruzzo, mentre l’amministrazione è in attesa dell’autorizzazione per l’utilizzo di alcuni beni confiscati alla criminalità. A ricordare i benefici dello Sprar anche il sindaco Francesco Maragno. «La presenza dei bambini aiuterà anche l’inserimento dei loro genitori nella comunità», ha sottolineato. «Il nostro obiettivo è proprio quello di evitare la creazione di nuovi ghetti e di garantire un’accoglienza più dignitosa, assicurando sicurezza e vivibilità ai montesilvanesi che stanno iniziando a conoscere meglio lo Sprar e ad apprezzarlo».
Maragno ha poi colto l’occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. «In questo modo terminerà il business dei Cas, cavalcato da chi da un lato attaccava all’arrivo degli immigrati, strumentalizzando l’emergenza e distorcendo la realtà, e dall’altro si affannava a cercare locali da proporre per l’apertura di nuovi centri».

