Rigopiano, abbreviato per tutti: De Vico come gli altri 29 imputati

27 Gennaio 2022

L’ex sindaco di Farindola lascia il rito ordinario. Il legale: «Decisione sofferta, aspettiamo la perizia» L’udienza servirà per rinviare a una data successiva al 12 aprile, termine della proroga per i consulenti

PESCARA. Alla vigilia dell'udienza di domani sul disastro di Rigopiano, arriva una novità, già nell'aria da qualche tempo. L’ex sindaco di Farindola Antonio De Vico, l’unico dei 30 imputati per il quale si sta procedendo con il rito ordinario (il procedimento si trova nella fase preliminare davanti al Gup Gianluca Sarandrea, ha deciso di seguire il cammino di tutti gli altri e quindi ha chiesto di venire giudicato anche lui con il rito abbreviato.
Il suo legale, Raffaella De Vico (sua sorella), martedì scorso ha depositato al giudice la procura per l'abbreviato. La norma lo prevede, anche se la discussione era già iniziata nel corso della scorsa udienza, dove la pubblica accusa (sostenuta dai pm Anna Benigni e Andrea Papalia) aveva tenuto la sua requisitoria chiedendo al giudice il rinvio a giudizio per De Vico. E domani il suo legale avrebbe dovuto fare la sua arringa, per poi passare la parola al giudice che avrebbe dovuto decidere sul suo eventuale rinvio a giudizio.
«Nessun ripensamento», spiega l’avvocatessa Raffaella De Vico, «ma un percorso lineare che, attraverso una sofferta riflessione, ci ha condotti a rinunciare alla possibilità del dibattimento, luogo privilegiato di formazione della prova, poiché la perizia in questo processo è l'istruttoria e non ci è parso corretto, rimasti da soli, impegnare la macchina processuale del dibattimento, anche con la pretesa di ripetere attività che hanno trovato nell’udienza preliminare una naturale collocazione».
Una scelta maturata anche, e non soltanto, alla luce della decisione del giudice di disporre una perizia terza che dovrebbe aiutare a fare chiarezza sui tanti punti di questa complessa vicenda giudiziaria, che ha trovato spazio anche nella relazione della presidente della Corte d'Appello, Fabrizia Francabandera, in sede di apertura dell'anno giudiziario, soprattutto in relazione a inesistenti ritardi nella definizione del procedimento.
Una perizia, quella disposta dal gup, che fino a ieri valeva solo per i 29 imputati che hanno deciso di seguire la strada del rito abbreviato, e non per De Vico. Di qui le considerazioni del legale, anche in considerazione del fatto che tale scelta eviterà un processo elefantiaco per un solo imputato, che avrebbe tenuto occupato il tribunale per lunghissimo tempo.
Domani, quindi, l'udienza sarà estremamente breve e dovrà servire solo per rinviare a una data successiva a quella del 12 aprile, termine concesso in proroga dal giudice ai tre suoi esperti che hanno formalizzato la necessità di utilizzare altro tempo per rispondere ai quesiti posti dal gup. Una perizia molto delicata e complessa, che dovrà servire a fare chiarezza rispetto alle due consulenze già in atti: quella dell’accusa e quella del collegio difensivo. Perizie che divergono su aspetti fondamentali, come ad esempio sul ruolo delle scosse di terremoto. Secondo gli esperti della procura, non avrebbero inciso sulla formazione della valanga che il 18 gennaio del 2017 spazzò via l'hotel a cinque stelle di Rigopiano facendo 29 vittime fra ospiti e dipendenti; secondo gli esperti della difesa, invece, quelle scosse sarebbe state determinanti per il distacco della valanga. Una differenza di non poco conto, da chiarire, per quanto possibile, anche per poter consentire al giudice una valutazione più precisa delle diverse posizioni dei 30 imputati. Un procedimento, dunque, che al di là di questo scontato rinvio per esigenze tecniche, e al di là della pandemia che invece ha inciso pesantemente, andrà avanti velocemente e permetterà di giungere a un giudizio di primo grado già alla fine dell'anno. Cosa praticamente impensabile se si fosse proceduto con un dibattimento.
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