Rigopiano, chi posta selfie sui social rischia il reato di istigazione

Nuove accuse dopo la denuncia del custode Colangeli Intanto il Comune preme per attivare la bonifica del sito
FARINCDOLA. Chi continua a scattare selfie violando i sigilli del sito della strage di Rigopiano rischia di essere incriminato anche per istigazione a delinquere. Il Comune di Farindola, intanto, lavora per far sì che l’iter per la bonifica del sito su cui sorgeva l’hotel travolto dalla valanga il 18 gennaio scorso, venga attivato il prima possibile, sfruttando anche i fondi previsti per i paesi inseriti nell'area del cratere sismico.
Il tecnico comunale di Farindola Enrico Colangeli, tra i sei indagati per omicidio colposo plurimo perla morte di 29 persone nel resort distrutto, ha invece formalizzato anche alla Provincia di Teramo la richiesta di chiudere la strada provinciale – priva di divieti – che permette ancora ai “turisti dell’orrore” di raggiungere la zona e scattarsi foto tra le macerie. Il pubblico ministero Andrea Papalia, che indaga sulla strage del Rigopiano, infine, non risponde all’istanza dei difensori di Colangeli di revocare a quest’ultimo l’incarico delicato, e forse in questo caso anche inopportuno, di custode e vigilante del sito posto sotto sequestro giudiziario.
Sono queste le novità emerse all'indomani della denuncia delle prime otto persone sorprese a scattarsi foto tra le macerie di Rigopoano. A dichiarare guerra a quello che è stato ribattezzato “turismo dell'orrore, del macabro e della catastofe” è stato proprio Colangeli, il tecnico comunale indagato insieme al sindaco Ilario Lacchetta, al presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco, al dirigente della Provincia delegato alle Opere pubbliche Paolo D'Incecco, al responsabile della Viabilità provinciale Mauro Di Blasio e al direttore del resort Bruno Di Tommaso.
Colangeli teme che il prossimo fine settimana si ripeta l'ondata di turisti delle macerie. Un’ondata incontenibile e incontrollata che lui, stando a quanto ha deciso la Procura, dovrebbe fermare. Ma da solo non riesce e così ha chiesto alla Procura stessa di sostituirlo incaricando del controllo le forze dell'ordine o una società di sicurezza privata. La Procura, che ha già respinto la sua prima istanza, si appresta a dire no anche alla seconda, che riporta anche l’atto con cui il tecnico comunale ha denunciato gli autori dei selfie per violazione dei sigilli.
Nell'esposto infatti Colanegli, con il supporto dei legali Cristiana Valentini, Goffredo Tatozzi e Massimo Manieri, chiede alla magistratura di contestare anche il reato di istigazione a delinquere: «visto che foto siffatte – postate su socialnetwork – rappresentano un vero e proprio invito, a personaggi di analoga caratura morale, a commettere il reato di violazione della cosa sottoposta a sequestro probatorio». Così si legge nella denuncia che vuole soprattutto essere un deterrente a quel fenomeno di emulazione, quell'effetto domino innescato da Facebook, che a Farindola temono per ilvicino week end.
Il sindaco di Farindola Lacchetta ha intanto chiesto al prefetto la convocazione di un tavolo tecnico, assieme alla Provincia, per capire le modalità con cui dovrà essere bonificata l’area di Rigopiano posta sotto sequestro. Sicuramente il bando di gara e il lavoro di bonifica non saranno una passeggiata. Da stabilire saranno soprattutto le competenze e chi dovrà rispondere per ogni singola zona da bonificare.
La parte a monte del sito sotto sequestro dovrebbe essere di competenza del Comune di Farindola, mentre la parte della strada riguarderà la Provincia di Pescara, essendo una delle arterie provinciali. Da stabilità sarà soprattutto a chi spetterà la competenza della parte privata del sito da bonificare. Soprattutto per quest’ultimo aspetto, infatti, sarà necessario un approfondimento giuridico della situazione.
Il tavolo tecnico invocato dal sindaco di Farindola, oltre che a stabilire le competenze per la bonifica del sito sequestrato di Rigopiano, permetterà anche una stima un po’ più precisa dei tempi di intervento e dell’ammontare economico dell'operazione.
Vista la complessità della procedura di gara da adottare difficilmente i tempi saranno celeri. Si profila la necessità di un bando complesso che potrà essere valutato correttamente solo una volta effettuata un’attenta progettazione.(f.bel.)
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