Rigopiano, due udienze in 3 giorni

Domani all’Aquila riparte il dibattimento con le difese di tre dirigenti regionali
PESCARA. Riprende con la quarta udienza il processo di secondo grado in Corte d’Appello all’Aquila sul disastro di Rigopiano, tragedia che provocò 29 vittime rimaste sotto le macerie dell’hotel spazzato via da una valanga il 18 gennaio del 2017. Il processo riprende domani con la discussione dei legali di tre imputati, dirigenti della Regione Abruzzo, che in primo grado vennero assolti: Pierluigi Caputi (difeso dall’avvocato Francesco Carli); Vincenzo Antenucci (assistito dagli avvocati Franco Colucci e Mario Petrella); e infine Sabatino Belmaggio, difeso da Leonardo Casciere e Mauro Catenacci. Sono tre posizioni appellate come si dice tecnicamente: e cioè contro le quali ha proposto appello la procura di Pescara che anche in Corte d’Appello sta sostenendo l’accusa con i pm Anna Benigni e Andrea Papalia. Le posizioni dei regionali riguardano questioni legate alla mancata realizzazione della Carta localizzazione pericolo valanghe e al fatto che avrebbero omesso di dare «impulso», come scrive la procura nel suo ricorso, «e sollecitare il prescritto contributo del Coreneva per l’elaborazione della stessa Clpv in particolare, nell’esame, rivisitazione e individuazione dei parametri necessari, anche alla luce dei (nuovi) dati riportati nella Carta Storica delle valanghe 8 e suoi aggiornamenti approvata nelle adunanze sopra citate, ricomprendente anche il territorio di Rigopiano».
Nell’ultima udienza erano state trattate le due posizioni più delicate dell’intera sentenza con la quale, con il rito abbreviato, il gup di Pescara, Gianluca Sarandrea, aveva condannato soltanto 5 dei 30 imputati, e peraltro soltanto tre in relazione al disastro. E fra questi il sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta (condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione), e il dirigente della Provincia, Paolo D’Incecco (3 anni e 4 mesi). Due posizioni che sono state approfondite nell’ultima udienza dalle rispettive difese che hanno concluso chiedendo l’assoluzione.
La Corte, presieduta da Aldo Manfredi, ha disposto per questa settimana ben due udienze del processo: oltre a quella del 10 gennaio è prevista un’altra udienza per il 12 gennaio, quando verranno discusse le posizioni di altri quattro imputati appellati e cioè il tecnico Tino Chiappino, il funzionario del Comune di Farindola, Enrico Colangeli e i due prefettizi Leonardo Bianco e Ida De Cesaris, anche se il legale di quest’ultima, l’avvocato Daniele Ripamonti, potrebbe discutere il 24 gennaio insieme alla posizione dell’ex prefetto Francesco Provolo. Le undici udienze programmate termineranno il 7 febbraio mentre la sentenza è prevista per il 9 febbraio. (m.cir.)

