Rigopiano, Ginoble parla per due ore ai pm

Interrogato anche l’altro ex assessore Srour. Oggi tocca a Chiodi, mentre D’Alfonso sarà sentito il 28
PESCARA. Nuovo round di interrogatori dell'ultimo gruppo di indagati nell'ambito dell'inchiesta sulla tragedia dell'Hotel Rigopiano. Questa parte dell'indagine è focalizzata sulla mancata realizzazione della Carta di localizzazione dei pericoli di valanga (Clpv) e chiama in causa presidenti, assessori regionali e rispettivi dirigenti e direttori della protezione civile regionale, che si sono succeduti dal 2007 al 2017, accusati a vario titolo di omicidio, lesioni e disastro colposo. Tra loro anche l'attuale presidente della Regione Luciano D'Alfonso, che sarà interrogato giovedì 28 giugno, non essendo stato possibile anticipare a questa settimana il faccia a faccia con i magistrati. Intanto, ieri mattina è stata la volta dell'ex assessore regionale Mimmo Srour, con delega alla protezione civile dal 4 agosto 2008 al 19 gennaio 2009, che, accompagnato dal suo legale, l'avvocato Piergiorgio Merli, ha risposto alle domande del procuratore Massimiliano Serpi e del sostituto Andrea Papalia. Un confronto breve perché Srour è stato assessore alla protezione civile solo per quattro mesi e mezzo, ossia dopo le dimissioni dell'ex governatore Ottaviano Del Turco (arrestato per la Sanitopoli il 14 luglio del 2008). «Mi potevo occupare solo dell'ordinaria amministrazione e, quindi, non potevo fare progetti o programmare», ha detto Srour ai cronisti.
«Eravamo nel periodo della Giunta Del Turco, dove c'erano stati gli arresti e quindi le dimissioni non soltanto del presidente, ma anche di alcuni assessori», ha aggiunto l'avvocato Merli. «Srour, quindi, ha potuto lavorare soltanto per quella che era l'ordinaria amministrazione e le eventuali emergenze che si fossero presentate», ha ribadito il legale. E ancora: «Nessuno gli ha mai posto problemi o, comunque, nessuno della struttura amministrativa gli ha avanzato il problema della Carta valanghe». A seguire, è salito al quinto pianto della Procura Tommaso Ginoble, anche lui componente della Giunta Del Turco e con delega alla protezione civile dal 2005 al 2008. Ginoble ha parlato per due ore. «L'onorevole ha risposto con serietà a tutte le domande», ha commentato il suo legale, l'avvocato Tommaso Navarra. «Nel merito, però, non diciamo nulla. Questa inchiesta», ha sottolineato, «merita un riserbo e una pacatezza assoluti. Per rispetto della serietà e gravità dell'inchiesta, non prendiamo una posizione che potrebbe essere riduttiva della complessità delle varie posizioni». E oggi tocca all'ex presidente Gianni Chiodi e ai suoi ex assessori Daniela Stati e Gianfranco Giuliante. A giudizio dell'accusa, Chiodi, al pari di Del Turco, D’Alfonso, Enrico Paolini subentrato a Del Turco da luglio a dicembre 2008, e degli assessori Ginoble, Srour, Stati, Giuliante e Mario Mazzocca, avrebbe omesso «di intervenire presso i funzionari responsabili del servizio di protezione civile, richiedendo e sollecitando tempestivamente l’attuazione e l’esecuzione degli obblighi della legge regionale 47 del 1992 e, in particolare, la redazione e realizzazione della carta di localizzazione dei pericoli da valanga per tutto il territorio della regione». Ma oggi tocca alle difese.
Marianna Ventura

