Rigopiano, l’ex prefetto in procura l’11 dicembre

Provolo sarà il primo dei 23 indagati a essere interrogato dai magistrati In via di valutazione le linee difensive, ma potrebbe prevalere quella del silenzio
PESCARA. Cominciano l’11 dicembre, con il prefetto Francesco Provolo, e andranno avanti fino al 20 dello stesso mese, quando a chiudere gli interrogatori saranno, in merito ai permessi per realizzare il centro benessere, il funzionario della Regione Antonio Sorgi, l’ex titolare dell’albergo Paolo Del Rosso e Bruno Di Tommaso, ultimo direttore dell’hotel Rigopiano.
Secondo il calendario stilato dalla Procura per ascoltare la versione dei 23 indagati per le 29 vittime di Rigopiano, tutto dovrebbe svolgersi prima delle feste natalizie, in perfetta linea con il cronoprogramma ipotizzato dal procuratore Massimiliano Serpi davanti ai legali delle famiglie delle vittime, lo scorso ottobre. L’obiettivo è quello di chiudere tutto, con le possibili richieste di rinvio a giudizio o di archiviazione, più o meno in concomitanza con il primo anniversario della tragedia, il prossimo 18 gennaio, anche se per questo molto dipenderà dalle linee difensive che sceglieranno gli avvocati: se opteranno per il silenzio o se faranno parlare i loro assistiti.
Un’ipotesi, quest’ultima, tutta ancora da valutare visto che si tratta di un processo molto tecnico dove la mole di materiale prodotto dalla Procura, oltre ottomila pagine, è relativo ad acquisizioni documentali che vanno ad aggiungersi alla consulenza dei periti di circa 700 pagine e alle circa 300 pagine di informative prodotte dai carabinieri forestali che dalla seconda tranche dell’inchiesta stanno portando avanti le indagini da soli.
Tutto dipende, dunque, da quello che decideranno di fare i legali, consapevoli di essere parte di una scacchiera in cui le mosse degli uni sono legate a quelle degli altri. In particolare, sembra già avviato il rimpallo tra Comune e Regione per quanto riguarda le responsabilità relative alla gestione della prevenzione, e tra Prefettura e Provincia per quello che è relativo alla fase dell’emergenza. Equilibri di cui evidentemente ha tenuto conto anche la Procura nello stilare il calendario che partendo con gli indagati della Prefettura, Leonardo Bianco, Ida De Cesaris e Provolo, prosegue poi con quelli della Provincia il 13 con Chiappino, Di Blasio e Honorati la mattina, e con Paolo D’Incecco e il presidente Antonio Di Marco il pomeriggio.
Una scansione, pare di capire dagli orari fissati, ben studiata anche da un punto di vista temporale: all’interno dello stesso ente, i magistrati hanno seguito la scala gerarchica dal basso verso l’alto in modo da concludere con la figura apicale e di maggiore responsabilità della struttura presa in esame. Un ordine gerarchico come nel caso del Comune di Farindola che apre il 14 con il tecnico Enrico Colangeli, per seguire con l’attuale sindaco Ilario Lacchetta, l’ex Massimiliano Giancaterino, e infine con il geologo Luciano Sbaraglia. Cinque giorni di pausa e poi il 19 l’ex sindaco Antonio De Vico chiude il Comune di Farindola per cedere il passo ai cinque funzionari della Regione. Apre Belmaggio, chiude Primavera.
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