Rigopiano, la proposta dei familiari

24 Giugno 2020

«Pronti a restare fuori dall’aula, ma l’udienza del 10 luglio va fatta»

FARINDOLA. «C’è sempre maggiore consapevolezza che il rischio di un ulteriore rinvio dell’udienza preliminare si tramuti in una beffarda realtà». Grande sconcerto, tra i familiari del Comitato vittime di Rigopiano di fronte all’ipotesi, più che verosimile, che l’udienza del 10 luglio slitti. Una beffa che sono pronti a evitare anche rinunciando, «pur essendo un nostro diritto, a rimanere fuori dall’aula il giorno dell’udienza, affinché comunque si faccia». Tanta è l’esasperazione di chi, a più di tre anni dalla tragedia, ha contato più le udienze rinviate che quelle effettivamente svolte. «Questi continui slittamenti», scrive il comitato con il legale Niccolò Baldassarre, «rappresentano altri colpi ben assestati a famiglie che hanno perso i loro affetti più cari e che trovano nella ricerca della giustizia la forza per andare avanti. La battaglia per la verità in sede processuale è però ferma: e come se ciò non bastasse una serie di rinvii dovuti ad aspetti procedimentali si è aggiunto quello dell’udienza di marzo dovuto all’emergenza Covid, differita al 10 luglio che verrà verosimilmente rinviata. I familiari hanno fatto tutto ciò che era in loro potere per garantire la celebrazione dell’udienza, hanno comunicato diverse ipotesi che garantissero il rispetto delle norme sanitarie. Il processo Rigopiano rappresenta un unicum sul territorio nazionale e ci si attendeva che fossero trovate soluzioni ad hoc prescindendo da rigidi schemi burocratici. Eppure un nuovo rinvio appare sempre più verosimile. Un’ulteriore beffa per chi da più tre anni attende, e ha il diritto, di conoscere la verità, di sapere perché non potrà più riabbracciare una madre, un padre, un figlio, un fratello. C’è sconcerto. Il Comitato continuerà a lottare unito per la verità e la giustizia».