Rigopiano, Muriana incontra i suoi legali Presto davanti ai pm

La procura ha dato la massima disponibilità ai difensori sulla data per sentire l’investigatore sulla presunta calunnia
PESCARA. Potrebbe arrivare anche in tempi piuttosto rapidi, nonostante la lunga prognosi certificata dalla struttura psichiatrica dell'ospedale di Chieti, l'interrogatorio in procura dell'ex capo della squadra mobile di Pescara, Pierfrancesco Muriana, che mercoledì della scorsa settimana ha tentato di suicidarsi con il gas di scarico della sua autovettura, nello stesso orario in cui i pm della procura, Anna Rita Mantini e Luca Sciarretta, insieme ai suoi legali Augusto La Morgia e Marco Spagnuolo, lo stavano aspettando per l'interrogatorio. Lo decideranno proprio i due difensori che oggi potrebbero incontrarlo a casa sua, anche per valutare se le condizioni di salute (Muriana è stato dimesso dall'ospedale mercoledì scorso) possano permettergli di partecipare a un interrogatorio anche prima della scadenza della prognosi dello psichiatra.
Muriana è accusato di calunnia a seguito dell'esposto con il quale il dirigente della polizia accusò di falso tre carabinieri forestali che avevano condotto la maggior parte delle indagini sul disastro di Rigopiano. Quando la procura chiese l'archiviazione per loro e il gip mandò tutto in archivio, scattò la denuncia per calunnia da parte dell'avvocato Monica Passamonti che assiste uno dei tre carabinieri. Se sia stato soltanto questo a minare la mente di Muriana per portarlo addirittura a togliersi la vita, lo stabiliranno le due inchieste che sono in corso: una della procura di Chieti, in quanto l'auto con Muriana è stata ritrovata a Francavilla al Mare, l'altra della procura di Pescara che sta spulciando anche sul telefonino del dirigente per verificare non solo gli ultimi contatti di quella mattina, ma anche altre conversazioni con chi avrebbe potuto "spingere" Muriana a commettere quel gesto, fortunatamente sventato da una pattuglia di carabinieri forestali che lo hanno salvato. Agli investigatori di Chieti Muriana, già dal letto dell'ospedale, ha subito detto di aver deciso tutto da solo e che non c'è stato nessuno a condizionarlo. Ma le due procure vogliono andare a fondo.
Sulla vicenda Rigopiano c'è stata da subito una pressione eccessiva da parte di alcune delle parti in causa, ma resta al momento inspiegabile come un poliziotto di lungo corso come Muriana possa essere stato condizionato da queste pressioni. Su tutto, comunque, dovrebbero far riflettere le dichiarazioni che qualche giorno fa il procuratore Massimiliano Serpi ha voluto rilasciare al Centro. E con le quali ha preso le distanze da tutto, precisando che «per la procura la vicenda Rigopiano è stata ampiamente investigata e trattata a tutto campo senza tralasciare nulla». E ancora che «tutto il resto non è altro che frutto di esposti che ipotizzano mancati approfondimenti o dolosi depistaggi su questa indagine. Esposti che fin qui hanno portato solo ad archiviazioni... tutto è conseguenza di impulsi che non arrivano dalla procura». Quello che adesso conta, dunque, è soltanto quello che si dirà nell'aula del tribunale, dove sta andando in onda l'udienza preliminare su questa tragedia che ha fatto 29 vittime.
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