Rigopiano, oggi il sopralluogo: un altro mese per la perizia

Il giudice concede una proroga agli esperti: slitta il deposito delle conclusioni previsto tra dieci giorni Si torna in aula il 29 aprile per fissare il rinvio a fine maggio. I riti abbreviati dopo la pausa estiva
PESCARA. Alla vigilia di uno dei passaggi più delicati del processo per il disastro di Rigopiano, il sopralluogo di oggi nel punto dove il 18 gennaio del 2017 la valanga distrusse l'hotel e fece 29 vittime, il gup Gianluca Sarandrea firma l’autorizzazione per prorogare di altri 30 giorni il lavoro del suo pool di esperti. La scadenza per il deposito della perizia era stata fissata al 12 aprile e la prossima udienza al 29 aprile, per discutere su quelle conclusioni tecniche, ma questa proroga farà slittare di altri 30 giorni il deposito delle conclusioni dei quattro periti nominati dal giudice. Dovranno depositare la perizia entro il 12 maggio e, di conseguenza, per consentire alle parti di prenderne visione, la discussione potrà essere fissata probabilmente alla fine di maggio. Oggi, intanto, tutti i periti individuati dalle numerose parti in causa, e cioè quelli della procura, quelli nominati dai difensori dei 30 imputati e quelli nominati dalle parti civili costituite (che sono circa 130), si ritroveranno sul luogo del disastro per effettuare un sopralluogo in contraddittorio. Vale a dire che gli esperti potranno interloquire sulle questioni tecniche con i quattro periti del giudice. Non saranno presenti i rappresentanti della pubblica accusa (e cioè il procuratore Giuseppe Bellelli e i sostituti Andrea Papalia e Anna Benigni) e mancheranno anche molti degli avvocati del collegio difensivo e delle parti civili. Un sopralluogo che dovrebbe rivestire una grossa importanza nell'economia del processo che si terrà con il rito abbreviato, scelto da tutti gli imputati. Un passaggio tecnico che dovrebbe chiarire alcuni aspetti discordanti tra la consulenza della pubblica accusa e quella delle difese che sono su posizioni opposte, soprattutto su un tema centrale: e cioè quanto le diverse scosse di terremoto registrate la mattina del 18 gennaio abbiano influito sul distacco della valanga che provocò il crollo dell'hotel Rigopiano, sotto le cui macerie rimasero 29 vittime.
I pm, comunque, un sopralluogo lo hanno già effettuato lo scorso febbraio, quando sono andati a rendersi conto di persona dello stato dei luoghi. E un altro sopralluogo, da parte di altri periti, è stato fatto il 17 marzo scorso, per due procedimenti civili riuniti che pendono davanti ai giudici dell’Aquila (che non ha incidenza sul procedimento pescarese), promosso da alcune delle parti civili presenti anche a Pescara, che hanno convenuto a giudizio la Provincia di Pescara, la Prefettura, il ministero dell'Interno, la Regione Abruzzo e il Comune di Farindola per un risarcimento di 4 milioni di euro. «Nell'interesse delle famiglie che rappresento nei vari giudizi», dichiara l'avvocato Romolo Reboa, che assiste alcune delle parti civili sia all’Aquila sia a Pescara e che oggi sarà a Rigopiano, «non posso non augurarmi che si crei un coordinamento tra i vari periti e non si arrivi a due verità tecniche contrapposte». E dunque l’udienza del 29 aprile servirà solo per individuare una data per iniziare la discussione sulla perizia disposta dal giudice. Una discussione che porterà via del tempo e che probabilmente potrà concludersi con non meno di due udienze dedicate, prima di passare alla calendarizzazione della discussione dei riti abbreviati che potrebbero iniziare dopo la pausa estiva per concludersi entro fine anno.
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