Rigopiano, oggi si torna in aula La sentenza attesa entro il 2022

Alle 24 richieste di rito abbreviato, oggi potrebbe aggiungersi quella del sindaco di Farindola Lacchetta Ma il giudice, dopo le consulenze di accusa e difesa sulla valanga, dovrà nominare un proprio perito
PESCARA. Si torna in aula, dopo la pausa estiva, per definire le fasi salienti del procedimento di Rigopiano: quello sul disastro dell’hotel spazzato via da una valanga il 18 gennaio del 2017, facendo 29 vittime.
Oggi il giudice per l’udienza preliminare, Gianluca Sarandrea, avrà una scaletta ben precisa da seguire. Innanzitutto fare il punto sulle richieste di rito abbreviato che sono state presentate nella precedente udienza. Alle 24 richieste avanzate dai difensori di altrettanti imputati, numero già di per sé molto elevato se si considera che in totale gli imputati sono 30, potrebbero aggiungersene anche altre, come ad esempio quella del sindaco di Farindola Ilario Lacchetta, per il quale i suoi difensori si erano riservati la decisione. Una volta definito questo aspetto, si passerà a raccogliere i pareri delle parti civili costituite, che dovranno esprimersi a favore o contro il rito alternativo scelto dalla maggioranza degli imputati.
Una decisione ragionata, perché il consenso al rito abbreviato potrebbero poi precludere la strada del risarcimento civile qualora gli imputati dovessero finire assolti. Un passaggio che, però, non inciderà sulle richieste dei difensori. Terminata questa fase, sarà il giudice che dovrà formalmente accettare o meno i riti abbreviati. E qui si inserisce il discorso della nuova consulenza anticipata dallo stesso gup nella scorsa udienza. Infatti, per poter poi passare alla discussione dei riti abbreviati, visto che al momento esistono due consulenze, una dell'accusa e una del collegio difensivo, che sono su opposte posizioni, il giudice dovrà disporre una sua consulenza tecnica sulle possibili cause della valanga e sulla questione dell’emergenza. Per far questo dovrà quindi nominare dei suoi periti. Se questo dovesse essere il cronoprogramma della giornata, l’udienza dovrà essere rinviata, probabilmente a una data piuttosto vicina, per formalizzare l’incarico agli esperti del giudice.
Un passaggio estremamente importante ai fini della decisione nel merito sulle posizioni degli imputati che hanno chiesto di definire il processo in questa fase preliminare senza andare eventualmente a dibattimento. Una fase peritale che porterà via del tempo: si parla sicuramente di almeno 90 giorni, ma probabilmente molto di più perché la materia non è semplice e quindi è da supporre che gli esperti chiederanno una proroga. Soltanto dopo il deposito della consulenza, che dovrà essere esaminata dalle parti, il giudice potrà procedere alla calendarizzazione delle udienze di discussione che potrebbero avere anche una cadenza settimanale per arrivare ad una sentenza definitiva entro la fine del prossimo anno.
Nel frattempo, però, visto il tempo necessario per questi passaggi tecnici, il giudice potrebbe anche procedere con la discussione di chi, al momento davvero pochi, dovesse mantenere la propria posizione e quindi non avvalersi dei riti abbreviati, proseguendo l'iter normale che prevede la discussione, appunto, per un eventuale rinvio a giudizio. E questo per non lasciare sospesa per mesi la posizione di quegli imputati che opteranno per il rito ordinario.
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