Rigopiano, pausa fino a marzo Poi scenderà in campo l’accusa

12 Dicembre 2020

Il Comitato vittime: troppi rinvii, anche se motivati. Si ha la sensazione di essere fermi al primo giorno E l’avvocato Reboa chiede il blocco dello stipendio anche per l’ex dirigente della Provincia D’Incecco

PESCARA. Udienza lampo sul disastro di Rigopiano ieri in tribunale. Come previsto, il gup Gianluca Sarandrea ha affidato l'incarico alla dottoressa Caterina Del Zingaro (che ha preso 60 giorni di tempo per completare il lavoro) per trascrivere le intercettazioni che riguardano il filone del depistaggio. E tutto questo è avvenuto in pochi minuti nelle quattro aule di udienza semideserte per l’assenza di numerosi avvocati che, considerato che in programma c’era solo questo passaggio tecnico, hanno preferito delegare pochi colleghi per presenziare all’udienza, soprattutto per evitare, in questo periodo in cui l'emergenza Covid è ancora forte, qualsiasi tipo di assembramento. L’unica novità arriva dall’avvocato Romolo Reboa, il legale che rappresenta alcune delle parti civili e che, sin dall’inizio del procedimento, si è dimostrato estremamente attivo. Dopo il sequestro conservativo ottenuto per i beni immobili di una quindicina dei 30 imputati, e dopo quello degli stipendi di tre di loro, ieri Reboa ha presentato la richiesta di un altro sequestro di stipendio a carico dell’imputato Paolo D’Incecco, ex dirigente del settore viabilità della Provincia di Pescara e oggi dirigente regionale. D’Incecco era stato a suo tempo inserito nell’elenco di quelli colpiti dal sequestro di beni disposto dal gup, ma soltanto in questi ultimi giorni l’avvocato Reboa ha accertato che, non più di un mese dopo la tragedia del 18 gennaio 2017, lo stesso D’Incecco si era spogliato di quei beni immobili, trasferendoli gratuitamente alla moglie, «non appena ipotizzabile», scrive il legale nel ricorso, «il suo ruolo di futuro imputato, fatto che costituisce anche un indizio della sua probabile colpevolezza». Da qui la richiesta di sequestro del quinto dello stipendio anche per lui così come è stato fatto per l’ex prefetto Francesco Provolo, per Carlo Visca e Sabatino Belmaggio.
L’udienza è stata poi aggiornata al 5 marzo, data che sarà estremamente importante. Il giudice ha infatti annunciato che, se non ci saranno ulteriori richieste, si procederà alla discussione e quindi all’intervento della pubblica accusa rappresentata dai sostituti Andrea Papalia e Anna Benigni. Se invece in quella data dovessero essere formalizzate richieste di riti alternativi, si organizzerà il programma per la discussione.
Le voci che circolano ormai da settimane, parlano infatti di una possibile adesione di massa al rito abbreviato: certo, con ogni probabilità potrebbero essere riti condizionati a qualche passaggio istruttorio che però non dovrebbe portar via poi tanto tempo. Sta di fatto che, contrariamente a quanto lamentato dalle famiglie delle vittime, poter arrivare da qui a una decina di mesi alla conclusione di questo complesso procedimento sarebbe un grande successo per tutti: anche per la magistratura che ha potuto contare, e questo va sottolineato, sulla piena collaborazione del collegio difensivo che non ha mai posto ostacoli finora. «Il quarto anniversario si avvicina», ha commentato Gianluca Tanda, presidente del Comitato vittime, «e si ha la sensazione di essere fermi al primo giorno: ogni volta un intoppo, un problema, anche se motivati. Finora solo tanti rinvii e ancora non si entra nel vivo. Così come noi ricordiamo ogni 18 del mese questa tragedia, anche gli imputati devono ricordare ogni 28 del mese quando gli toglieranno parte dello stipendio». Per l'anniversario è in programma forse una messa sul luogo del disastro, se il tempo lo permetterà, ma solo con i familiari, per evitare assembramenti.