Rigopiano, sentenza entro l’anno: 12 udienze per trovare giustizia

Secondo il calendario stabilito dal giudice, si torna in aula il 26, 27 e 28 ottobre per discutere la perizia Poi si passa ai riti abbreviati dal 9 novembre al 16 dicembre. I familiari: «Ora aspettiamo le condanne»
PESCARA. È prevista entro la fine dell’anno la sentenza del processo sul disastro di Rigopiano dove, il 18 gennaio del 2017, 29 persone persero la vita sotto le macerie dell’hotel spazzato via da una valanga. Lo ha detto ieri mattina il gup Gianluca Sarandrea, stilando il calendario delle udienze per la discussione sui riti abbreviati chiesti dai 30 imputati coinvolti, che inizierà il 9 novembre. Come anticipato qualche giorno fa, ieri il giudice ha reso noto alla platea di avvocati, imputati e familiari delle vittime, la decisione di concedere ulteriori 60 giorni ai quattro esperti da lui nominati per redigere la superperizia sulle cause del disastro. Una decisione che ha costretto il gup a rivedere il cronoprogramma che ieri ha comunque reso noto.
LA PERIZIA, 3 UDIENZE
Si parte dal deposito della perizia che dal 12 maggio slitterà al 12 luglio: dunque alla vigilia della chiusura dei tribunali, per cui, tenendo conto anche della pausa estiva e del congruo tempo che ognuna delle parti dovrà avere a disposizione per esaminare il lavoro dei periti, si tornerà in aula per discutere della perizia il 26 ottobre. Ma il giudice, per definire questo fondamentale passaggio tecnico finalizzato alla successiva valutazione delle singole posizioni degli imputati, ha fissato tre udienze consecutive per consentire una più ampia partecipazione alla discussione, e quindi si proseguirà anche nei giorni 27 e 28 ottobre.
RITI ABBREVIATI, 9 UDIENZE
Per i riti abbreviati si arriverà invece a novembre: il gup Sarandrea ha fissato nove udienze dedicate alla discussione che si presenta piuttosto complessa, anche perché oltre alla pubblica accusa (rappresentata in aula dal procuratore Giuseppe Bellelli e dai sostituti Andrea Papalia e Anna Benigni), dovranno parlare le parti civili (circa 130) e il nutrito collegio difensivo che assiste i 30 imputati.
LE DATE
Le date delle udienze sono: 9, 10, 11, 23, 24 e 25 novembre e 14,15 e 16 dicembre. Il gup ha fissato tre udienze consecutive a settimana per facilitare anche i legali che vengono da fuori. Scontata, un’ultima udienza (da fissare) per le eventuali repliche, poi la tanto attesa sentenza. Unica voce, dal banco della pubblica accusa, è stata quella del pm Papalia che ha invitato il giudice a sollecitare il rispetto della data di deposito da parte dei periti, per evitare che il programma possa saltare: invito raccolto.
LE REAZIONI DEI FAMILIARI
I familiari delle vittime hanno espresso un cauto ottimismo per questa calendarizzazione delle udienze. «Come date ci siamo», commenta Gianluca Tanda, «tre giorni a settimana va bene. Ma continuo a non essere sereno con tutti questi riti abbreviati: perché tutti in blocco hanno preso questa decisione? È un interrogativo che resta aperto». Giampaolo Matrone guarda all’obiettivo: «Nella giustizia crederò quando arriveranno le condanne: sono sempre molto diffidente per questi rinvii. Aspetto il giorno di vedere i responsabili condannati e, soprattutto, tolti dal loro posto di lavoro». Mario Tinari: «Dopo tanta attesa non possiamo che avere fiducia. Adesso i tempi sembrano essere più veloci». Uno dei legali delle parti civili, l’avvocato Romolo Reboa, non si stupisce della proroga concessa dal gup ai periti. «Quello di oggi», dice, «è lo svolgimento di un film il cui copione avevo immaginato dal giorno della decisione del giudice Sarandrea di disporre la perizia, dato che non ritenevo logicamente pensabile che, per redigere una “superperizia collegiale”, sarebbero bastati pochi mesi. Scuoto la testa dallo sconforto», conclude il legale, «fotografando la realtà di questo processo del quale già prevedo che i tempi necessari per la sua discussione si dilateranno molto rispetto alla programmazione odierna».

