Rigopiano, si torna in aula: ma per rinviare

Lo sciopero degli avvocati di Avezzano fa slittare al 9 novembre la discussione della superperizia
PESCARA. Si torna in aula questa mattina per il processo sul disastro di Rigopiano dove il 18 gennaio del 2017 una valanga distrusse l'hotel di Farindola, lasciando 29 vittime sotto le macerie. Ma si va in udienza solo per ufficializzare il rinvio, dovuto allo sciopero proclamato dagli avvocati di Avezzano, dal 19 ottobre scorso e fino a domani. Un rinvio dovuto al fatto che due degli imputati sono assistititi da altrettanti legali del foro di Avezzano, uno dei quali è il presidente dell'Ordine locale, è cioè chi ha indetto l’astensione legata alla grave situazione in cui versa il tribunale marsicano per mancanza di personale.
Il rinvio farà slittare l’udienza a una data che era già stata fissata dal giudice per l’udienza preliminare, Gianluca Sarandrea, chiamato a giudicare tutti e 30 gli imputati del processo che hanno scelto il rito abbreviato. L’udienza di oggi sarebbe stata la prima di una tre giorni consecutivi, dedicata esclusivamente alla discussione sulla superperizia disposta dallo stesso giudice, per chiarire aspetti di fondamentale importanza per le singole posizioni, visto che la consulenza della pubblica accusa (rappresentata in aula dal procuratore Giuseppe Bellelli e dai sostituti Andrea Papalia e Anna Benigni) fornisce una lettura delle cause della valanga e di altri aspetti delicati, praticamente opposta a quella dei consulenti del collegio difensivo. E questo soprattutto in relazione alla causa che avrebbe provocato la valanga che la difesa attribuisce, contrariamente all’accusa, alle diverse scosse di terremoto che si verificarono la mattina del 18 gennaio del 2017 e che precedettero il distacco di quella impressionate massa di neve che travolse la struttura. E dunque, come tale, un evento imprevedibile.
Le risposte che i quattro esperti del gup (Daniele Bocchiola, Claudio Giulio Di Prisco, Marco Di Prisco e Giovanni Menduni, del Politecnico di Milano) hanno depositato al giudice, sono state esaminate dai rispettivi periti di accusa e difesa, proprio per arrivare a discuterne in aula nelle prossime tre udienze (se saranno sufficienti), prima di passare alla discussione sui riti abbreviati, che doveva portare il gup a emettere una sentenza entro l’anno. Ma questo imprevisto, dovuto all’astensione degli avvocati, potrebbe far slittare di qualche settimana l’epilogo di questa complessa vicenda giudiziaria, che comunque verrà definita in tempi che possono essere considerati veloci. E dunque, questa mattina Sarandrea ufficializzerà il rinvio al 9 novembre. Il cronoprogramma delle udienze era già stato fissato fino al 16 dicembre: 9, 10 e 11 novembre (tre udienze dedicate alla discussione sulla superperizia), e poi 23, 24 e 25 novembre, 14, 15 e 16 dicembre.
I 30 imputati sono quasi tutti rappresentanti di Regione, Provincia, Comune di Farindola, Prefettura e rispondono a vario titolo di reati che vanno dall’omicidio e lesioni colpose plurime, al disastro colposo, dagli abusi edilizi al falso ideologico, e altro ancora.

