Rigopiano, trovata la soluzione: 5 aule per l’udienza in sicurezza

Avviati i lavori per collegare gli spazi del settore penale e l’aula magna con schermi e impianti audio Garantite le norme anti-contagio alle 250 parti. Il presidente Bozza: «È l’unica soluzione percorribile»
PESCARA. Si lavora a ritmi serrati in tribunale per allestire le aule che dal 18 settembre dovranno ospitare le udienze del procedimento più complesso degli ultimi anni: quello sul disastro dell’hotel Rigopiano, che il 18 gennaio del 2017 venne spazzato via da una valanga e fece 29 vittime.
La soluzione scelta dal presidente del tribunale, Angelo Mariano Bozza, è quella di utilizzare in contemporanea quattro aule di palazzo di giustizia, oltre all’aula magna Alessandrini, quella che di solito viene usata per convegni e manifestazioni legate alle attività della giustizia. Una soluzione quasi obbligata dopo la rinuncia al Palasport Giovanni Paolo II, immediatamente messo a disposizione dal sindaco Carlo Masci, quando venne presa in esame quella eventualità. A far desistere furono i costi troppo elevati che il tribunale, e quindi il ministero della Giustizia, avrebbe dovuto affrontare per ogni udienza che fosse stata allestita nel palazzetto dello sport: circa sette mila euro. Ed ecco il perché di questa seconda scelta, tutta interna a Palazzo di giustizia.
Le aule indicate, e cioè le quattro ubicate una dopo l'altra nel corridoio del settore penale, verranno collegate fra loro con un sistema che prevede schermi per seguire tutte le fasi dell'udienza e un impianto audio che permetta a tutte le numerose parti in causa di poter intervenire e dialogare con il giudice e con le altre parti. Un lavoro non semplice, anche dal punto di vista tecnico, ma indispensabile per assicurare quello che è il problema principale di questo procedimento in periodo di Covid.
Il distanziamento sociale resta infatti un punto fermo per poter celebrare questo processo che conta oltre 250 parti fra imputati, parti civili, responsabili civili, senza contare i parenti delle 29 vittime che hanno il diritto di seguire tutte le fasi del processo, ancora nella fase dell'udienza preliminare (il Gip deve ancora decidere sulla riunione del procedimento madre sul disastro con quello sul depistaggio).
«È stata l'unica soluzione percorribile» spiega il presidente Bozza, «proprio in ragione del gran numero di presenze e dei requisiti di sicurezza che dovranno essere comunque rispettati. Abbiamo anche pensato di utilizzare l'aula Alessandrini per ospitare i parenti delle vittime che andranno sistemati anche loro a distanza di sicurezza».
Una organizzazione complessa che dovrà essere messa a punto in questi giorni. I lavori tecnici sono attualmente in corso e gli esperti stanno allestendo le aule in modo da garantire a tutti di seguire le fasi del procedimento e di intervenire con le varie postazioni come se fossero tutti riuniti in una sola aula di udienza. «Si cercherà di fare in modo», aggiunge Bozza, «che tutti gli imputati siano presenti nell’aula 1 (la maxi aula, quella più spaziosa utilizzata per i processi più complessi e con maggior numero di presenze, dove di solito si svolgono le udienze collegiali ndc) con i rispettivi avvocati difensori. E di lasciare spazio, nella stessa aula, anche ad alcuni rappresentanti delle altre parti». Un lavoro complesso che dovrà servire a evitare che si crei confusione. Sarà lo stesso gip, Gianluca Sarandrea, a disciplinare questo aspetto organizzativo, comunicando in anticipo a ciascuna delle parti in quale aula e in quale postazione dovrà trovare posto.
«L'intenzione», spiega ancora il presidente del Tribunale, «è quella di tenere una udienza a settimana per cercare di recuperare anche il tempo perduto a causa del Covid. Decisive, comunque, saranno le prime tre udienze per verificare anche eventuali richieste di riti alternativi o altri passaggi istruttori. In linea di massima abbiamo fissato come giorno di udienza il venerdì di ogni settimana. Sempre se non dovessero arrivare magari richieste di consulenze o di riti alternativi subordinati a fasi istruttorie, perché in quel caso i tempi potrebbero diventare piuttosto lunghi».
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