Rilancio del commercio nei rioni Il piano che coinvolge i cittadini

L’assessore Cremonese: per valorizzare le varie zone serve la collaborazione di negozianti e residenti Il 20 settembre l’incontro con le associazioni. Ma tra favorevoli e contrari, già ci sono le prime reazioni
PESCARA. Puntare sul commercio. È una priorità, per il Comune, che vuole ampliare il proprio raggio d’azione, andando oltre le attività del centro, dove si concentrano gli eventi, e superando il centro commerciale naturale, che guarda solo al cuore della città. L’assessore Alfredo Cremonese pensa ai distretti commerciali e sta cominciando a lavorarci con gli uffici del Comune, coinvolgendo le associazioni di categoria. Ha convocato un incontro per il 20 settembre ma l’idea è stata già accennata ieri ai rappresentanti delle sigle che hanno partecipato alla riunione sugli eventi natalizi.
«Bisogna dare un reale contenuto al centro commerciale naturale e lo stesso contenuto va pensato anche per altre zone. Ogni area ha delle proprie peculiarità e delle potenzialità, che vanno messe a fuoco, attraverso uno studio sui quartieri, e poi sviluppate. Si deve lavorare, cioè, sulla vocazione delle singole zone, per poi favorire l’espansione del commercio, partendo dal presupposto che il Comune deve intervenire per la sistemazione di ciò che va migliorato, per quelle che sono le proprie competenze. Il nostro obiettivo è la crescita» dei vari segmenti di città, dice Cremonese.
Il cammino è solo all’inizio perché il 20 settembre l’assessore ne parlerà con le associazioni di settore e con Francesco Chiavaroli e Lanfranco Chiavaroli, dirigente e responsabile dell’Ufficio commercio, e Paola Di Marco, responsabile dell’Ufficio legale del Comune, convocati anche per valutare la formula da usare per i distretti, basati su «un accordo tra pubblico e privati». Possono essere immaginati come «dei condomini», con la partecipazione di «Comune, associazioni di categoria e di via, singoli commercianti e residenti» in cui ognuno fa la propria parte nei momenti decisionali ma, viene da sé, anche per la copertura delle spese.
Le prime reazioni sono quelle di alcuni commercianti storici. Ugo Zamparelli (Uza) si rifà ad una espressione celebre di John Fitzgerald Kennedy, che diceva: «Non chiedetevi cosa può fare il vostro paese per voi. Chiedetevi che cosa potete fare voi per il vostro paese. E cioè», commenta Zamparelli, «ognuno deve fare la propria parte, non si può pensare che siano gli altri a dover fare tutto. Io ho adottato tre aiuole, in viale Marconi, e le curo. Quindi penso che i distretti possono funzionare, ma dipende dai singoli, che non devono chiudersi per pensare solo al proprio orticello». «Potrebbe essere una buona idea, una soluzione positiva, anche perché le esigenze dei commercianti cambiano da zona a zona», dice Gauro Zulli (Zulli Sport). Non si tira indietro rispetto a un coinvolgimento diretto. «Il nostro ruolo è importante e io ho sempre collaborato, sono del partito del fare. Prima che la palla passasse al Comune ero io ad occuparmi delle luminarie di via Firenze. È importante programmare, esaminare tutte le idee e dare voce a chi ha competenza», dice. È «molto favorevole a tutto quello che può essere utile al commercio» Emanuela Iannascoli (Ninna Nanna). «Ben vengano queste novità» sperando che le riunioni su questo tema «non siano il solito tavolo tecnico che poi muore senza risultati: speriamo che si vada oltre la propaganda e si lavori sulla sostanza. Sono pronta ad intervenire e credo anche che la risposta potrebbe essere superiore in periferia dove non è mai stato fatto nulla e i negozi si sono sempre organizzati da soli. In centro, invece, si è sempre potuto contare sul Comune».
È critica la voce di Franco Danelli che esprime un «parere personale. Io sono per la massima libertà del commercio e dei commercianti, come avviene in tutto il mondo: quindi, qualunque imposizione o guida del pubblico non mi trova d’accordo. Il Comune deve limitarsi a garantire ordine e viabilità» e non sono gradite iniziative che «limitino la libertà di impresa».
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