Rilancio del turismo col marchio «Abruzzo accessibile e sociale»
L’idea degli addetti ai lavori, durante il convegno sui percorsi religiosi, culturali ed enogastronomici Il consigliere Tocco: «La pandemia ci ha messo in ginocchio, puntiamo su un’offerta certificata»
MONTESILVANO. Una commission dedicata al turismo del terzo settore che porti alla creazione di un brand Abruzzo, come regione accessibile e sociale. Sulla falsariga delle “film commission”, enti regionali nati per promuovere i territori come set ideale per la realizzazione di film, serie televisive, spot pubblicitari, parte da Montesilvano la proposta di dare vita a una commission Turismo. L'idea lanciata dal consigliere comunale Adriano Tocco, operatore del settore ricettivo, è proprio quella di creare un organismo regionale incentrato sul turismo, composto da esperti, docenti, rappresentanti di categoria.
L'occasione è stata quella del convegno “Terzo settore e turismo sociale: percorsi di fede, enogastronomici e culturali”, che si è svolto nei giorni scorsi al Grand Hotel Adriatico di Montesilvano, promosso dal consigliere regionale e coordinatore dipartimento Lega Abruzzo, Luca De Renzis, che ha visto la presenza di un centinaio di partecipanti, tra dirigenti del terzo settore, tour operator, commercialisti e avvocati. Durante l'incontro, che ha visto gli interventi di Giacomo Cavuta, docente Organizzazione e pianificazione del turismo dell'università d'Annunzio, Renato Martelli, storico, Brezza Di Rocco, avvocato e dirigente Conflavoro, Angela Curatolo, dirigente Arga Abruzzo, Ernesto D'Onofrio, giunta nazionale Cipas e Tocco, si è parlato di turismo sociale «che non deve essere considerato un turismo di nicchia, bensì un strategico. Il nostro settore», afferma Tocco «è stato messo in ginocchio dalla pandemia e quindi bisogna pensare a come ripartire». L’idea avanzata dal consigliere è di puntare su accessibilità e sociale. «Ci sono tante piccole realtà virtuose in questi ambiti», dice ancora Tocco, «che si distinguono per iniziative mirate all'accessibilità. Come sempre però manca una rete omogenea». Da qui l'idea di creare una commissione sul turismo regionale che si occupi di «sensibilizzare verso le politiche di accessibilità, preoccuparsi della formazione degli operatori del settore ricettivo e, soprattutto, fare da raccordo con le associazioni di categoria del terzo settore ed essere anche incubatore di progetti mediante l’intercettazione di fondi nazionali e comunitari. Perché no», va avanti Tocco «si potrebbe arrivare a una classificazione delle strutture in base al grado di accessibilità, con verifica e controllo degli obiettivi raggiunti. Questo permetterebbe di consolidare la specifica vocazione dell'Abruzzo e di dare garanzia a chi sceglie di fare una vacanza nella nostra regione, nel rispetto di requisiti imprescindibili e certificati. Il turista con disabilità non viaggia da solo, ma si muove con più persone e poi è anche quello che si fidelizza di più se trova servizi adeguati ed efficienti. È quindi su questa tipologia di mercato che bisogna investire».
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