Rimborsopoli, assolto Mauro Febbo

4 Marzo 2017

La sentenza del giudice di Verona. Il consigliere azzurro: «Vicenda fondata sul nulla»

PESCARA. Capitolo chiuso. Dopo oltre tre anni dall’apertura dell’inchiesta si chiude con un’assoluzione la vicenda giudiziaria per i rimborsi ai consiglieri regionali a carico di Mauro Febbo. «Se da un parte sono molto contento, per me la mia famiglia e la mia comunità politica che non mi hanno mai fatto mancare vicinanza e sostegno, dall'altra parte, sono molto rammaricato nel constatare come la giustizia ha perso più di mille giorni per verificare e indagare in una vicenda che si è, poi, rivelata assolutamente trasparente, regolare e corretta». Così il consigliere regionale di Forza Italia, attuale presidente della commissione di Vigilanza dell’Abruzzo, commenta la notizia, all’indomani della notifica della sentenza di assoluzione emessa a suo carico. «Perché il fatto non sussiste» e, per un capo di imputazione, «perché il fatto non è più previsto dalle legge come reato».

La decisione nei suoi confronti è stata presa dal giudice per le indagini preliminari di Verona Raffaele Ferraro. Febbo, che all’epoca dei fatti era assessore regionale all’Agricoltura nella Giunta di centrodestra presieduta da Gianni Chiodi, era fra i politici regionali coinvolti in un’inchiesta sui rimborsi condotta dalla Procura della Repubblica di Pescara.

«Una vicenda nata e fondata sul nulla, ai tempi in cui ho rivestito il ruolo di assessore regionale alle Politiche agricole - commenta Febbo -. Un caso fondato sulle sciocchezze, sul nulla assoluto dove i costi, diretti ed indiretti, ricadono e ricadranno adesso sui contribuenti cittadini abruzzesi». E conclude: «Il nostro Paese e l’Abruzzo hanno bisogno, invece, di una Giustizia oculata, attenta e non quella, come accade a volte, facilona e politicizzata che spesso alimenta quella forcaiola».

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