Rinviata la manifestazione sulle tradizioni popolari
PIETRANICO. È stata rinviata a data da destinarsi, a causa della diffusione del Covid-19, la storica manifestazione sulle tradizioni popolari che avrebbe dovuto tenersi lo scorso 20 ottobre nella...
PIETRANICO. È stata rinviata a data da destinarsi, a causa della diffusione del Covid-19, la storica manifestazione sulle tradizioni popolari che avrebbe dovuto tenersi lo scorso 20 ottobre nella sede della Pro Loco di Petranico, in via Umberto I.
La manifestazione, che quest’anno avrebbe raggiunto la 27esima edizione, avrebbe abbracciato le tematiche dell’arte e della devozione di San Michele Arcangelo e del tratturo Magno L’Aquila Foggia, la via principale della transumanza che solcava diffusamente anche il territorio dell’Abruzzo interno. Un progetto, organizzato dalla Pro loco, che puntava «a consolidare la cultura storica del paese», spiega il legale rappresentante dell’associazione Paolo Di Berardino. Un progetto fra i più rilevanti tra le attività tese a riscoprire le antiche radici che hanno alimentato la vita del piccolo centro dell’entroterra pescarese. Avrebbero dovuto partecipare l’archeologo Andrea Staffa della Soprintendenza ai Beni archeologici regionale Abruzzo che ha sede a Chieti e il professore Ernesto Di Renzo, antropologo, saggista, studioso delle tradizioni popolari dell’università Tor Vergata di Roma.
«Il progetto», riprende Di Berardino, «è stato posto in essere per studiare, redigere la ricerca storica, presentare e quindi divulgare ai pietranichesi e agli abruzzesi uno degli studi fra i più prestigiosi realizzato nel campo delle risorse storiche della regione Abruzzo e del nostro paese». Lo storico tracciato del cosiddetto tratturo L’Aquila-Foggia, il più grande e importante dei cinque dei tratturi regi, che per questo era chiamato Tratturo Magno, con i suoi 252 km di lunghezza e 111 mt di larghezza ha interessato per secoli il territorio di Pietranico ed era il più grande, lungo e importante dei tratturi che hanno attraversato l’Abruzzo sin dal tempo dei Normanni, ma che hanno interessato fortemente l’intera regione dal XV secolo fino almeno al 1806, allorquando Bonaparte abolì la cosiddetta “Mena delle pecore” delle Puglie. «Voglio tranquillizzare tutti coloro che erano interessati a questa manifestazione», dice Di Berardino, «per le novità che via via hanno arricchito la sua conoscenza. L’incontro sarà riproposto appena sarà possibile, Covid permettendo, e pubblicizzato sui maggiori network in modo che tutti possano partecipare».

