Ripartono i lavori al porto tra promesse e accuse

Francavilla, oggi D’Alfonso e Luciani presentano gli interventi da due milioni Ma Di Renzo contesta il piano: non è detto che i fondi basteranno a finire l’opera
FRANCAVILLA. Ripartono i lavori al porto turistico di Francavilla e oggi, alle 11,30, in Comune arriva anche il presidente della Regione Luciano D’Alfonso. Ad accogliere il presidente ci sarà sicuramente il sindaco Antonio Luciani. E l’incontro di oggi sembra quasi la benedizione di D’Alfonso alla campagna elettorale del ricandidato Luciani. L’occasione è quella di fare il punto sulla ripresa, dopo 7 anni, dei lavori alla foce dell’Alento: Luciani non lascerà un’incompiuta. E se questo accadrà, ha sempre detto il sindaco, il merito sarà anche della Regione. Infatti, è la Regione di D’Alfonso ad averci messo i soldi: due milioni di euro che dovrebbero bastare a completare i lavori e a cancellare uno dei mostri di Francavilla. All’incontro di oggi è attesa anche la presenza del consigliere regionale con delega ai Trasporti, Camillo D’Alessandro, e dei rappresentanti dell’impresa Nuova Oceanus Orca srl, aggiudicataria dei lavori.
Ma, dopo la festa e la passerella di oggi, il caso del porto tornerà in consiglio comunale nella seduta del prossimo 4 marzo alle 18,30 quando è prevista la discussione di un’interrogazione presentata dal consigliere Pd Stefano Di Renzo, da sempre contrario alla ricandidatura di Luciani e in rotta con il Pd. L’interrogazione di Di Renzo solleva il dubbio che i fondi stanziati dalla Regione potrebbero non bastare a finire i lavori: «In considerazione del recente finanziamento ottenuto dalla Regione di circa due milioni di euro per l’ultimazione di alcuni lavori dell’approdo», recita l’atto, «si chiede di sapere dall’amministrazione se le somme stanziate ad oggi dalla Regione e dal Comune siano sufficienti per il pieno completamento dell’opera e, in caso negativo, si chiede di conoscere l’importo esatto necessario per il suo completamento».
I lavori al porto erano cominciati nel 2007 con l’allora sindaco Roberto Angelucci. Poi, nel 2009, per mancanza di fondi e per un’inchiesta su un presunto inquinamento da diossina, l’opera si è bloccata. La Corte dei conti dell’Aquila ha stabilito che l’opera non ultimata ha provocato un danno erariale di 200 mila euro per il Comune. Un maxi risarcimento che vede interessati Stefano De Vito, di Chieti, che era direttore dei lavori, e Paola Chiola, di Francavilla, che all’avvio del progetto dirigeva il settore Lavori pubblici del Comune. La perizia su cui è stato determinato il danno ha stabilito che una serie di irregolarità aveva portato al pagamento di somme in realtà non dovute alla ditta, dal momento che l’opera non era stata finita e che non era stato possibile verificare le quantità di materiali fornite e la posa in opera.

