Ripascimento, svelato il mistero della sabbia nera

4 Novembre 2020

FRANCAVILLA. Arrivano rassicurazioni sulla qualità della sabbia che in questi giorni un pontone sta sversando in mare sul litorale nord di Francavilla, nelle operazioni di ripascimento sommerso utili...

FRANCAVILLA. Arrivano rassicurazioni sulla qualità della sabbia che in questi giorni un pontone sta sversando in mare sul litorale nord di Francavilla, nelle operazioni di ripascimento sommerso utili a difendere la costa dalle mareggiate invernali.
In base a quanto fa sapere il rappresentante di Sib Confcommercio Riccardo Padovano, che ha seguito tutto l’iter per arrivare all’atteso risultato, «questa sabbia è stata analizzata dall’Arta, prima di essere sversata in mare. L'Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente ha eseguito tre tipi di analisi, granulometriche, batteriologiche e chimiche, prima di dare l'ok».
Giovedì scorso sono iniziati i lavori, che dovrebbero andare avanti ancora per una ventina di giorni. Successivamente, sono stati parecchi i cittadini a notare il colore scuro della sabbia, facendo scattare il campanello d'allarme. «La sabbia è nera perché da tempo è stoccata nella vasca di colmata del porto di Pescara, senza possibilità di prendere la luce del sole. Le analisi effettuate dall’Arta rappresentano la certificazione che il materiale è assolutamente compatibile con il tipo d’intervento in corso».
Un intervento che non era iniziato nel migliore dei modi, visto che durante la prima giornata il pontone aveva cominciato a scaricare al di fuori degli scogli, in mare aperto, facendo arrabbiare i balneatori che hanno lottato per anni al fine di ottenere l'intervento. Poi, grazie all'intervento del Comune di Francavilla e della Regione Abruzzo, si è riusciti a virare rapidamente verso il progetto originario, con la sabbia che ora viene sversata nelle vasche comprese tra gli scogli e la riva, in modo da rialzare il fondale. Un'operazione che, secondo gli addetti ai lavori, potrebbe e dovrebbe essere portata avanti con l’ulteriore materiale ancora presente nel porto pescarese, «dove ci sono altri 290mila metri cubi di sabbia, di cui almeno 90mila pronti per essere utilizzati», almeno stando alle parole di Padovano. Inoltre è sempre il presidente della categoria a suggerire l’utilizzo del sedimento frutto di dragaggi e altre operazioni, presente negli avamporti e sulle banchine, per interventi analoghi, così come paventato anche dal presidente della Regione Marco Marsilio in un incontro ad hoc avvenuto a Torino di Sangro un mese fa, e come contenuto nel progetto Ancora, elaborato dall’università dell’Aquila. Nel frattempo, sono gli stessi balneatori a rivolgersi non solo al Comune di Francavilla, ma anche alla Regione, per chiedere un intervento urgente utile a portare camion di sabbia sulla riva, in modo da mettere le strutture al riparo dalle tanto temute mareggiate di novembre. (a.d.s.)
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