Ripulita la casa delle siringhe

Caritas e Comune studiano il nuovo progetto, servono 150mila euro
PESCARA. Intanto l’hanno ripulita. La casa del “buco” di via Tavo, il centro polifunzionale inaugurato, ma mai utilizzato se non dai tossicodipendenti che, ai piedi del Ferro di cavallo, ne hanno fatto il loro quartier generale, inizia a riprendere un aspetto decoroso, in attesa che vada in porto il progetto su cui stanno lavorando Caritas e Comune con il coinvolgimento dell’associazione Libera di don Ciotti nella gestione dell’edificio che, nel cuore di Rancitelli, dovrebbe ospitare un centro di ascolto e di aiuto alle famiglie. Nei giorni scorsi il Comune ha inviato i dipendenti dell’Attiva che hanno bonificato l’edificio dalle centinaia di siringhe e dalla montagna di rifiuti che c’erano e ieri c’è stata la prima riunione operativa per definirne l’utilizzo della struttura a cui hanno partecipato, oltre all’assessore comunale ai Parchi, Adelchi Sulpizio, il direttore della Caritas don Marco Pagniello, il dirigente al verde Pierpaolo Pescara e il responsabile del settore Verde e parchi Mauro Caudullo. «Dopo la pulizia», spiega l’assessore, «va fatta una ricognizione per capire gli interventi da fare». La riunione con don Marco era finalizzata a capire le esigenze della Caritas. «Pensiamo di attivare un presidio notturno»; va avanti Sulpizio, «e un impianto di videosorveglianza. La spesa è di 156mila euro», conclude Sulpizio, «un terzo ce l’abbiamo già, si tratta di reperire altri 100mila euro. La speranza è che si faccia avanti qualche sponsor, ma finora, a parte la Caritas, non ha risposto nessuno ai nostri appelli». (s.d.l.)

