Riqualificazione urbana: 3 centri corrono insieme

CEPAGATTI. Cepagatti, Cappelle Sul Tavo e Civitaquana insieme per riqualificare i propri territori. Subito dopo l’approvazione della legge di bilancio 2022, i tre sindaci: Lorenzo Ferri di Cappelle,...
CEPAGATTI. Cepagatti, Cappelle Sul Tavo e Civitaquana insieme per riqualificare i propri territori. Subito dopo l’approvazione della legge di bilancio 2022, i tre sindaci: Lorenzo Ferri di Cappelle, Samuele Di Profio di Civitaquana e Gino Cantò di Cepagatti hanno creato una partnership per ottenere i 5 milioni di euro, messi a disposizione dal ministero dell’Interno, per la riqualificazione urbana. Per gli interventi, ciascuno dei tre comuni ha proposto un’area degradata ben identificata all’interno dei propri centri urbani da trasformare in nuovi spazi sociali e culturali per le rispettive comunità.
La giunta comunale di Civitaquana, che è centro capofila del progetto, ha deciso di riqualificare il borgo, identificabile con il centro storico del paese sino al palazzo Fieramosca sede dell’attuale municipio. E ciò per dare un nuovo impulso ad una parte del centro abitato che da anni vive un progressivo spopolamento e abbandono.
La giunta di Cappelle, invece, ha deciso di concentrarsi sulla riqualificazione della zona adiacente alla chiesa della Beata Vergine Maria Lauretana, «per dare un ulteriore slancio alla qualità del tessuto socio-culturale urbano del centro abitato», coinvolgendo anche via Vestina a monte e via Roma con il recupero della vecchia fonte Fossannuccia.
L’intenzione della giunta comunale di Cepagatti è quella di risolvere l’annoso problema della zona Case Marramiero, agglomerato urbano abbandonato da anni in pieno centro, dando ad essa e all’intero centro abitato una svolta a livello socio-culturale. Fra gli obiettivi, la realizzazione di una piazza.
«Incrociamo le dita», dicono i tre sindaci, «e speriamo adesso che gli ambiziosi progetti di riqualificazione urbana dei nostri territori incontrino il favore ed il finanziamento del ministero dell’Interno».

