Risanamento conti «Assemblea pubblica per chiarire tutto»

Penne. L’assessore al Bilancio Petrucci replica a Di Luca «C’è bisogno di tempo, ma siamo sulla strada giusta»
PENNE. I conti del Comune di Penne continuano ad alimentare le polemiche tra l’attuale assessore al Bilancio Gilberto Petrucci e l’ex assessore Valeria Di Luca. Dopo le puntualizzazioni dell’ex delegato alle finanze della giunta D’Alfonso, Petrucci ha voluto mettere nuovamente i puntini sulle “i” e ha annunciato a breve un’assemblea pubblica «per illustrare il lavoro svolto per mettere in ordine i conti. Per completare il risanamento del bilancio, invece, c’è ancora bisogno di tempo. Siamo però sulla giusta strada», dice Petrucci.
«Risanare è un'operazione difficile. Occorrono anni e competenza. L'ex assessore Di Luca ha elencato solo una parte delle azioni richieste dalla Corte dei Conti dell'Aquila, nell’ottobre 2012. Nessuno dell'attuale maggioranza ha messo in discussione il lavoro svolto dai nostri predecessori. Nell'esame dell’ex assessore, tuttavia, non ho individuato, al di là dei numeri arrotondati in eccesso e riportati senza logica contabile, i fondi straordinari reperiti per avviare il risanamento del bilancio. Nell'ordine: i 567mila euro dei debiti fuori bilancio riconosciuti sono stati finanziati con risorse ordinarie del bilancio; gli accordi transattivi, peraltro alcuni sottoscritti nel periodo 2006-2011, di circa un milione 700mila euro, sono ancora in fase di pagamento. Di questi, un terzo pagati dalla precedente amministrazione, la restante parte è stata spalmata dal 2016 al 2025, e l'attuale amministrazione sta pagando regolarmente», spiega ancora Petrucci.
«I dati sono nei consuntivi, disponibili per chiunque. Non esulterei per l'utilizzo del DL 35 (sblocca crediti): l'anticipo di 2 milioni 500mila euro è frutto di un mutuo a tasso agevolato, stipulato con la Cassa Depositi e Prestiti, per pagare i debiti dell'ente fino al dicembre 2012 (fatture pregresse senza impegni di spesa). L’ennesimo mutuo che ha ingessato il Comune fino al 2045 (rata annua di 140mila euro). Il “riaccertamento straordinario”, deliberato nel maggio 2015, ha prodotto un disavanzo di 3 milioni 567mila euro che il legislatore ha consentito di spalmare in 30 rate (119mila euro ogni anno) e per il quale nutriamo profondi dubbi sulla scelta dei residui da stralciare. Non entro nelle discussioni riguardanti swap e gestione dei crediti con l'Aca Spa, attualmente in fase di concordato preventivo, che hanno storie diverse. Dalla precedente amministrazione abbiamo ereditato il Durc irregolare (mancati pagamenti dei contributi Inps ai dipendenti comunali), un debito finanziario di circa 470mila euro con la Banca Intesa San Paolo chiuso nel cassetto dal 2011 e 184mila euro di bollette dell’acqua non pagate tra il 2010 e 2016 per l’utilizzo degli impianti sportivi di contrada Campetto».

